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La via per Askatasuna

di Riccardo Mazzucchelli - 01/07/2006
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Quando si da il via a qualcosa, bisogna farlo nel migliore dei modi. Anche quando sarà qualcosa di lungo, duro e difficile. Così, con l’intento di raggiungere una stabilità di lunga durata nel nostro neonato giornale, vorrei che fosse di lunga durata l’accordo che che si prefiggono di raggiungere il governo spagnolo e l’ETA. Questo potrebbe essere la consacrazione politica di un premier venuto in punta di piedi ma che ha saputo riformare uno stato che mancava di attuare questo processo da molto tempo.

Il rullo compressore Zapatero non ha mancato di tener fede, ancora una volta, agli obiettivi che si era preposto e, dopo i catalani, ecco il traguardo mai raggiunto da nessun altro politico spagnolo, né sotto Franco né nell’era democratica, era riuscito ad ottenere. Nel marzo scorso, l’Euskadi Ta Askatasuna (Euskadi e Libertà), ha dichiarato un “cessate il fuocoâ€? permanente e fino ad ora vi ha tenuto fede: grazie anche a questo, Zapatero ha potuto dare l’annuncio che , forte della maggioranza creatasi in tal direzione.
Tutti d’accordo, quindi, a dialogare con l’efficientissimo governo zapaterista, il quale, tra accuse di populismo e di altro genere, ha davvero portato uno stato laico nella cattolicissima Spagna. Un posto dove, finalmente, non sarà lo stato a ricercare la sua identità nella religione di massa, ma viceversa (o almeno spero che sia così), creando nuovi punti di contatto e di interazione.

L’unica voce fuori dal coro, come da copione, è quella del Pp di Mariano Rajoy che ha respinto gli inviti del premier affermando che “non esistono le condizioniâ€?. E’ ancora una volta un no che fa dubitare della capacita del Pp di analizzare la realtà spagnola. Inoltre, nel suo rifiuto, il Pp si trascina dietro un’associazione di vittime dell’ETA, cercando di confondere in modo piuttosto gretto il dolore di queste famiglie e il loro messaggio negativo, per amplificarne la portata.

Per fortuna, Batasuna, partito dichiarato fuorilegge perché considerato il braccio politico dell’ETA (e che per ora resterà tale, afferma Zapatero), si è mostrato soddisfatto del comunicato spagnolo, nella speranza di poter tornare legalmente a difendere i diritto del popolo basco. Questa concertazione sembra il miglior terreno per far germogliare una tregua definitiva e un accordo tra le due parti, con l’abbandono della violenza da entrambi.

Sarebbe davvero un risultato che porterebbe il premier riformista sui libri di storia, senza contare le conseguenze internazionali di un accordo di questa portata. Sarebbe la prova tangibile, evidente e inoppugnabile che la “guerra sporca� contro il terrorismo non serve a niente e, anzi, ne fomenta la fiamma, aumentandone i ranghi a scapito degli innocenti; politicamente, apparirebbe come uno smacco di portata mastodontica nei confronti di buona parte dei governi europei (italiano in primis). Infatti, dimostrerebbe come un governo guidato da una personalità di spicco e dotata di onesta intellettuale possano veramente cambiare le sorti del paese, dalle più banali alle più tragiche e, chissà, dando un nuovo significato al termine “democrazia�.

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