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“Sirene” di Laura Pugno

di Mariagrazia Liotta - 18/06/2007
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“La mente è vapore che si alza da una ciotola di riso.�

“Sireneâ€? è il primo romanzo di Laura Pugno. È una novella fantascientifica, ambientata in un futuro non lontano, in cui l’autrice immagina un mondo ormai in rovina. Lo scenario in cui l’umanità del futuro vive è estremo, apocalittico. L’inquinamento ha ormai distrutto l’ozono e il caro sole è diventato una piaga, un dio maligno e mortifero i cui raggi provocano una malattia tremenda, il cosiddetto “cancro neroâ€?, una sorta di dermatite dal decorso drammatico che porta rapidamente alla morte; segni dapprima superficiali, macchie nere sulla pelle, che lentamente si espandono e la corrodono fino all’interno; metastasi caustiche che squamano i tessuti fino a farli cedere. L’ultimo stadio è quello del cosiddetto “derma biancoâ€?, in cui lo strato rimanente, bianchissimo e liscio, sembra essere quasi rigenerato, ma è un inganno che cela la fase terminale. L’ambientazione temporale – come detto – è il futuro. Quella geografica è finto-californiana. Le persone vivono a Underwater, città costruita sotto l’oceano per sfuggire alla luce assassina del sole. Accanto alla città c’è NuBaCa, la Nuova Baja California e, infine, i territori esterni.

La città è dominata dalla Yakuza, la terribile mafia giapponese, che detiene il potere effettivo: chi appartiene alla Yakuza ha più possibilità di salvarsi, può contare su una sopravvivenza più piacevole – anche se non garantita – ha accesso al mercato nero e a tanti altri privilegi. Il cuore del romanzo è chiaramente la sirena, scoperta una ventina d’anni prima del momento in cui si svolge la storia, ancora prima che scoppiasse l’epidemia; divenuta oggetto di adorazione e perversione dell’uomo, questa viene tenuta in cattività. La sirena è una creatura bellissima, ha una poderosa coda di pesce – capace con un sol colpo di uccidere un uomo – e il busto di donna. È un animale dalle potenzialità meravigliose, dall’odore e dal sapore afrodisiaco, del tutto immune dall’epidemia, ma sottoposto a un crudele regime di prigionia. Tutti bramano la sua carne, la gente difatti stravede per la cosiddetta “carne di mareâ€?. Ma la sirena, oltre a essere cibo prelibato, è anche un anelato oggetto sessuale. Le sirene sterili, quelle che non possono essere montate negli allevamenti e dare alla luce altra carne da macellare, vengono infatti portate nei bordelli e sfruttate in altro modo. Sono però creature bizzarre, placide come le vacche, in genere, soprattutto se in cattività, ma, dopo la cessazione dell’estro, che le rende particolarmente docili, alla mercè dei maschi per l’accoppiamento sono capaci di diventare feroci assassine che uccidono.

Il protagonista, Samuel, è l’eroe-antieroe della storia, ossessionato dal rimpianto verso la donna che ama, perduta a causa del cancro nero. Quando la giovane e bellissima Sadako, fragile e malinconica, personaggio fantastico, con alle spalle una storia di drammatico sfruttamento sessuale, viene “regalataâ€? dalla Yakuza a Samuel, lui se ne innamora perdutamente. Samuel appartiene alla Yakuza, ma non essendo in grado di fare il killer, si occupa della custodia di uno degli impianti di allevamento di carne di mare, di sirena. Un giorno però compie un gesto insolito. Decide di montare una sirena al posto di uno dei maschi, sfidando il proibito e la morte, perché – come detto sopra – le sirene uccidono dopo la monta. Ma Samuel non si rende perfettamente conto delle conseguenze…dall’accoppiamento nascerà una sirena “mezzo-umanaâ€?, Mia, con negli occhi qualcosa a cui Samuel non avrebbe saputo dare un nome.

La sirena dunque è l’unica vera protagonista della storia. Splendida e fascinosa creatura mitologica, possiede però ben poco delle sirene che noi occidentali conosciamo dalla mitologia greca e celtica. Sono minime le caratteristiche comuni, salvo, forse, l’immagine estetica, la ben nota capacità ammaliatrice e la forza del suo canto. Omero, d’altronde, non risulta essere la fonte principale a cui attinge l’autrice, o perlomeno non l’unica. Ciò che influenza maggiormente Laura Pugno è l’universo dei manga giapponesi di Rumiko Takahashi, citato nelle note bibliografiche, su cui però non mi soffermo (tradirei la mia ignoranza in merito).

Nonostante non abbia molta dimestichezza con la cultura manga, percepisco – da profana – il fascino che l’influenza orientale esercita sulla storia, e probabilmente è proprio questo il motivo che più di ogni altro mi ha fatto apprezzare il romanzo. Il mito della sirena, che ha sempre sedotto la mia mente, e questa splendida mescolanza di cultura orientale e occidentale, di moderno e di antico, sono state le ragioni principali che mi hanno spinto a leggere il libro. Spero possano avere lo stesso effetto su di voi.

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