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Generazione Indaco

di Sara Bettonica - 02/07/2007
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I primi arrivarono già a partire dagli anni Ottanta, gli anni della diffusione dei personal computer, delle VHS, della tecnologia laser e dei Compact Disc.
Iperattivi, indipendenti, incontrollabili.
Troppo evoluti per la generazione della Pop Art, che timidamente muoveva i primi passi verso la rivoluzione informatica, che lottava giorno dopo giorno nella battaglia contro l’AIDS, e che cercava di inculcare gli stereotipi di un divismo di plastica, attraverso una filosofia consumistica protrattasi quasi fino ai giorni nostri.
Troppo prematuri per essere ascoltati, capiti, curati. Troppo sensibili per una società ipnotizzata dal successo, e dal sogno di una sfavillante carriera in un ufficio all’ultimo piano di un grattacielo di Manhattan.
Così si sono ripresentati nel 2000. A rivoluzione avvenuta, con la nascita di internet e di sistemi operativi in grado ormai di fare tutto, o quasi tutto, l’immaginabile. Vent’anni dopo, dove le battaglie per le malattie diventano sempre meno inaffrontabili, dove le scoperte tecnologiche si fondono con quelle mediche, in un momento in cui le persone hanno cominciato a capire che c’è dell’altro sotto lo scudo di finzione che ci hanno indotto ad innalzare per proteggerci, paradossalmente, dal fluire della nostra vera natura.
Iperattivi, indipendenti, incontrollabili.
Questa volta hanno aspettato il periodo giusto, e si sono ripresentati.
Non si tratta di alieni, né di androidi fabbricati secondo possibili manipolazioni genetiche.
Sono semplicemente bambini, dagli occhi straordinariamente brillanti, le cui caratteristiche psicofisiche esulano dalla normalità, e che contengono nel loro patrimonio genetico i semi di quella che sarà l’evoluzione della specie umana.
E’ bene precisare che non si tratta di esseri sovrumani, sono i bambini della generazione indaco, piccoli individui con caratteristiche molto particolari il cui modus vivendi è divenuto un vero e proprio modello comportamentale diffuso in ogni parte del pianeta.
La prima definizione di indaco proviene dal libro “Understanding life trough colors” scritto dalla filosofa e teologa Nancy Tappe nel 1986.
In questo libro si introduceva la possibilità di percepire il carattere generale degli esseri umani attraverso il colore della loro Aurea. Tale facoltà ha permesso di stabilire, data la regolarità del fenomeno, che l’aurea di questi nuovi nati emanasse un colore blu indaco. Da questo riscontro, la denominazione è divenuta poi universale.
Sono stati definiti anche Bambini delle stelle, dal Prof. Georg Kuehlenwind, esperto antroposofo e docente di fisica all’università di Budapest, perché dotati di anime umane estremamente evolute, come luminosissime stelle. Distingue questi bambini la presenza di un sé cosciente, che si manifesta nel loro sguardo o nella loro espressione. Sono coscienti fin da piccolissimi, prima ancora di pronunciare la parola “io”.
Alcuni sono molto sensitivi, altri definiti super psichici hanno doti di telepatia, telecinesi, psicocinesi, ed altro, ci sono i bambini dell’a.i.d.s. che sono praticamente immuni a qualsiasi tipo di malattia, ma a parte questi estremi ci sono moltissimi bambini, circa l’80% dei nuovi nati dal 2000 ad oggi, che hanno queste caratteristiche: precoci, intuitivi, consapevoli, sensibili e non di rado sensitivi, essi possiedono un’energia interiore subito percepibile, non si adeguano agli abituali modelli di comportamento, agiscono in base a leggi proprie, non fanno niente sotto costrizione, non si accontentano di risposte facili. Posseggono una “comunicazione diretta” e pensano con l’aiuto della mente senziente, istintivamente, assecondando il pensiero razionale.
Questi bambini hanno un grande compito: riportare pace e armonia in un mondo che sembra aver ormai smarrito il buon senso, ed i valori fondamentali della Vita. Essi nascono su questo pianeta per essere messaggeri e creatori di una Nuova Era.
Nel 2003 è stato pubblicato un libro molto interessante intitolato “I bambini indaco” dove sono state elencate le caratteristiche principali di questi individui:
- vengono al mondo con un senso di regalità, e spesso si comportano di conseguenza
- hanno la sensazione di “meritare di essere qui” e sono sorpresi quando gli altri non lo condividono
- sono loro stessi a dire “chi sono”
- non tollerano l’autorità assoluta e si rifiutano di seguire norme e schemi di comportamento
- posseggono un “pensare creativo” e rifiutano le normali procedure di pensiero
- intravedono spesso la soluzione migliore dei problemi e, rifiutando la normale soluzione dei medesimi, non si conformano ad alcun sistema
- appaiono antisociali con persone “diverse” da loro, dalle quali non vengono capiti col risultato di isolarsi
- non sopportano una disciplina punitiva di alcun genere
- sono estremamente chiari nel dire di cosa hanno bisogno.
Sono bambini computerizzati, il che sta a significare che saranno più inclini ad usare la testa che il cuore. Sono tecnologicamente molto evoluti, e interagiscono con il mondo esterno tramite una diversa visualizzazione mentale. E’ probabile che, attraverso questo tipo di applicazione del pensiero creativo, si arriverà al punto in cui nulla richiederà uno sforzo, eccetto che di natura mentale.
Le prossime generazioni, agiranno con lo spirito e penseranno con creatività e tecnologia. Il rapporto con il loro sé interiore sarà fortissimo e questo motiverà le loro azioni e decisioni, che saranno prese in perfetta sicurezza e coerenza, in sintonia con i loro ideali. Nasceranno scuole che adotteranno il modello pedagogico dell’antroposofo Rudolf Steiner, in grado di stimolare lo sviluppo dell’io e la formazione della personalità in maniera del tutto autonoma da rigore e disciplina. Ogni individuo, se lasciato libero di esprimere il proprio destino e la propria natura, non avrà alcun motivo di insoddisfazione e quindi di sviluppare un’attitudine violenta. Tali comportamenti hanno spesso origine dalla repressione fisica e psicologica delle nostre Istituzioni che invece di tutelare, fomentano la paura.
Il terzo millennio sarà determinato dalla rivoluzione del pensiero. Questi bambini spianeranno la strada verso un nuovo linguaggio, su canali di espressione differenti ed estensioni sensoriali che fonderanno mente e tecnologia. Fantascienza e letteratura hanno parlato di un’era in cui tutto si giocherà nella nostra testa, e tutto diverrà più semplice, spontaneo, trasparente. Lo spirito vincerà sulla ragione, e la verità tornerà ad essere un valore. Questa, sarà l’era del Post Human.

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