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La nuova sfida a sinistra ed il solito, funambolico, Benny XVI

di Clara Soares - 04/07/2007
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Eccomi di nuovo qua. Lo ammetto, sono stata un po’ in disparte in quest’ultimo periodo, ma si è trattato di un autocontenimento necessario. Troppe cose accadute e grande il rischio di far danni con la penna in mano. Quindi ritorno rapida, letale ed in un soffio.
Appena qualche considerazione su due – tre fatti degli ultimi giorni.
Innanzitutto Veltroni, colui che nell’immaginario italiano ha finalmente spodestato l’Uomo Ragno Zenga dal ruolo di Walter nazionale, il politico che tutta la sinistra riformista e piaciona attendeva da anni e su cui dopo legnate e legnate ha finalmente deciso di puntare.
Ho ascoltato il discorso pronunciato da Veltroni a Torino. L’ho ascoltato attentamente e devo confessare che mi ha colpito. Al di là infatti delle considerazioni specifiche, già peraltro approfondite nell’ottimo articolo di ieri firmato da Francesco Capria, ho trovato interessante, in linea generale, l’aderenza diretta delle parole rispetto ai reali problemi delle persone.
Ciò che manca alla sinistra italiana da anni insomma. Un uomo che riallacci il contatto con la base, con le persone di sinistra che non hanno richieste da massimi sistemi, ma ansie pratiche e quotidiane.
In questo, si sa, Veltroni è un mago. Da sindaco la sua arma vincente è stata proprio la disponibilità trasversale, questa capacità innata di ascolto, di confronto.
Dico ciò nonostante io non sia mai stata una profonda ammiratrice dell’ex grande speranza del partito comunista anni’80. Troppo kennediano ed equilibrato per i miei gusti, troppo amico di tutti e quindi di nessuno.
Sono pronta però ad ammettere che si tratta della figura giusta. D’altronde almeno questa volta pare ci sia la volontà di sfruttare il capitale di credibilità conquistato da quello che è attualmente l’uomo più forte della politica progressista italiana, evitando di bruciarlo sul rogo delle poltrone, come invece non si esitò a fare con Sergio Cofferati nel 2002, in un momento in cui l’allora leader CGIL sarebbe riuscito a compattare in maniera critica e fattiva tutta la sinistra italiana e del quale rimarrà impresso lo storico discorso alla manifestazione sull’articolo 18 di Roma, davanti a quasi 4 milioni di persone.
Certo ci si sta provando. Parisi ce la mette tutta per delegittimare questa scelta, asserendo che un candidato unico indebolisce il processo di formazione del Partito Democratico. Perché mai poi una proposta chiara, netta e condivisa dovrebbe indebolire invece di rafforzare, questo non mi è dato saperlo.
Semmai potrebbe risultare un errore quello di aver accelerato così tanto i tempi, visto che da qui al 2011 di tempo ce ne è tanto, troppo, ed una corsa così lunga potrebbe logorare persino il titanico Walter.
A meno che….. A meno che non ci sia un progetto molto più chiaro, e cioè quello di chiudere con la costituzione del Partito Democratico, l’elezione a segretario di Veltroni, il consolidamento comunicazionale dell’immagine del nuovo soggetto politico e quindi, entro il 2009, giungere allo scioglimento del governo ed all’arrivo a nuove elezioni. Senza considerare che la mossa-Veltroni potrebbe anche celare la paura che in realtà il governo non terrà poi molto, e che quindi prima ci si organizza e meglio è.
Staremo a vedere. Dal canto mio spero sempre nell’unità a sinistra della sinistra, e cioè nella formazione di quel soggetto di cui si parla e che dovrebbe accorpare Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi, fuoriusciti Ds e forse anche Socialisti boselliani. Questo sì che sarebbe davvero un bell’affare….

Infine, lo sapete già, non posso, proprio non riesco, ad esimermi dal mio commento puntuale sul fatto vaticano degli ultimi giorni. Ovviamente Benny ci mette del suo, perché non lascia mai passare più di una settimana tra una polemica e l’altra, e quindi io mi trovo quasi costretta a intervenire, è un moto inevitabile che non si può arrestare.
Cosa ci ha combinato il nostro piccolo porporato vivace stavolta?
Ebbene, con il secondo motu proprio in un mese, (motu proprio=iniziativa personale ed unilaterale del pontefice) Benny sta per reintrodurre la liturgia tridentina. Messa in latino, spalle alla gente, laici lontani e un altro passo verso l’ambita tradizione ricercata del Lider Vatican. Mi ripeterò, ma io ho sempre avuto la convinzione che la religione debba essere qualcosa di vivo, di vero, di vicino ai propri fedeli. E invece si insiste in quest’ottusità marmorea, devastante, ciclica ed enciclica. Nel programma del Papa sembra ci siano anche delle fustigazioni di gruppo in piazza San Pietro che lo stesso Ratzinger perpetuerebbe nei confronti dei sudditi (non più fedeli…) accorsi, con un enorme frusta dentellata di piccoli pezzi di ferro che il nostro amato e tanto caro sedicesimo azionerebbe dalla suo nuova papagru. Che delizia, allora sì che finalmente potremo definirci salvi e pronti per incontrare il Signore. Grazie Benedetto, io ti ringrazio per la tua lungimiranza!
Come sono lontani gli anni’60, tempi in cui pareva potesse nascere davvero un nuovo dibattito all’interno della Chiesa. Mai come oggi invece la religione è distante dalla gente. Mai come oggi la Chiesa cattolica si è dimostrata arrogante, tarda ed inetta.

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