Tutti i miei amici sono supereroi
di Rosilio Tondelli - 17/07/2007
Tutti i miei amici sono supereroi non è un fumetto. Anche se il tizio che l’ha scritto, Andrew Kaufman, autore radiofonico e regista canadese esordiente della narrativa, il mondo dell’immaginario disegnato dimostra di conoscerlo davvero bene.
Tutti i miei amici sono supereroi è piuttosto un racconto lungo, 124 pagine, che però del libro ha le fattezze, la struttura, la velocità.
Divertente, surreale, dissacrante, questo romanzo è un ritratto a due facce del nostro tempo, un racconto contemporaneamente ironico e sentimentale, sociologico e grottesco.
Chi sono infatti i supereroi del titolo?
Beh, in pratica è gente comune, che ha però cristallizzato una peculiarità personale sino a farla diventare l’emblema della propria personalità.
E’ così che fra le pagine scopriamo L’Ospite, Il Sindacalista, Clessidra, La Commediante, Una Notte e via, Il Consolatore, tutti personaggi che girano intorno a Tom, un ragazzo normale, senza particolari caratteristiche, il quale si trova invischiato in un dramma d’amore.
Tom infatti è innamorato di Perf, la Perfezionista, ma lei, proprio il giorno del loro matrimonio, è stata ipnotizzata dal suo ex Ipno, il quale, per vendetta, ha bloccato il ricordo di lei proprio al giorno della funzione, convincendola che Tom l’abbia abbandonata.
Tom, che non ha superpoteri, deve cercare di rendersi visibile ai suoi occhi, di svegliarla dall’ipnosi, ma ha solo qualche ora di tempo, giusto il volo che da Toronto sta portando Perf a Vancouver, la città nella quale lei ha deciso di trasferirsi dopo aver atteso per qualche mese, invano, il ritorno di Tom.
Kaufman, nel presentarci il tentativo del protagonista di riacchiappare la moglie, descrive il passato, le piccole cose, ma soprattutto ci mette a confronto con una variopinta umanità che sconvolge e diverte.
Rimane impresso il modo in cui si riesce a ridere di se stessi, l’intelligenza con la quale fra le pagine si và consumando un romanzo che fa riflettere sui difetti dei nostri giorni in maniera semplice, emozionando qua e là anche per le vicende del povero Tom, che proprio non gliela fa a svegliare la moglie.
Siamo tutti dei supereroi insomma! Chi di voi non conosce almeno un Gipiesse(“sa arrivare dovunque partendo da qualunque altro luogo”)? O un paio di Prima o Poi (“aveva due superpoteri: una stupefacente abilità nel pensare in grande ed una capacità sconfinata di procrastinare”)?
La leggerezza di questo romanzo sta nella poeticità sotterranea con la quale riesce a dirci piccole cose importanti.
Tutti i miei amici sono supereroi non ha una trama netta, né segue il tratto canonico della narrativa contemporanea, ma è invece una galleria stupefacente di personaggi iperumani, a metà fra il folleggiante ed il sociologico.
Una favola quotidiana e bizzarra, da leggere con un sorriso inaspettato sulle labbra e davanti alla quale, senza accorgercene, scopriamo tutti di avere dei superpoteri.
David Duncan era venuto alla luce già invisibile. L’infermiera aveva lavato via il sangue e i residui di placenta, e non aveva trovato nessuno. Quand’era piccolo, sgusciava sempre fuori dai pannolini, e i suoi genitori per trovarlo dovevano aspettare di sentirlo piangere per la fame. Essendo quasi morti dalla preoccupazione avevano preso la drastica decisione di dipingerlo di blu.
Avevano continuato a dipingerlo di blu, usando una tintura ad acqua non tossica, finché non aveva compiuto cinque anni.
E il primo giorno di scuola avevano lasciato a lui la decisione: rimanere blu oppure ritornare al suo stato naturale di invisibilità. David era andato in bagno. Mancava un’ora all’arrivo dello scuolabus. Aveva riempito d’acqua il lavandino. Si era lavato via tutto il blu e si era guardato allo specchio. Mentre si lavava i denti, aveva osservato lo spazzolino librarsi a mezz’aria. Ne era rimasto terrorizzato. Aveva deciso di rimanere blu.
Così aveva frequentato la scuola sempre dipinto di blu. Non si era fatto nessun amico ed era diventato il Reietto Blu.