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Qui si sta come si sta

di Rosilio Tondelli - 20/08/2007
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E’ uno spettacolo pieno di tante piccole cose quello che Paolo Rossi sta portando in giro nel suo tour estivo su e giù per l’Italia. Qui si sta come si sta, titolo dello show che rimanda al pezzo di Rino Gaetano presentato dall’attore allo scorso Sanremo, è infatti un happening, così come d’altronde chiarito dallo stesso Rossi non appena salito sul palco. Una miscellanea di monologhi, poesie, canzoni, improvvisazione, battute e dialogo col pubblico. La linea è più sottile di quanto si potrebbe immaginare e solo qua e là compaiono le ormai lontane battute su Silvio o Romano. Certo, ci si prende comunque qualche licenza, ma l’impressione che alla fine resta è quella di un messaggio più soffuso, legato ad una voglia di tenere a distanza un certo inseguimento della satira politica dal quale, evidentemente, è forse sensato prendere una pausa, senza per questo rinunciare all’impegno ironico che da sempre contraddistingue i testi di Rossi. E allora ci si trova dentro a quello che potremmo definire un “teatro sociale”, dove spesso si parte da spunti attuali per ripercorrere pezzi di storia, per dare una visione giocosa ma estremamente cruda dell’Italia di oggi, in equilibrio incerto fra un passato dolente e un futuro nebbioso.Rossi s’accompagna alla sua solita compagnia di bravi musicisti, che lo incalzano in una serie di cambi scenici sui quali è facile scorgere diverse fasi del repertorio dell’artista milanese d’adozione, che ha cucito uno show ripescando oltre che fra i suoi lavori passati anche nella memoria di personaggi importanti della nostra cultura. Così incontriamo Jannacci, Gaber, Rino Gaetano, Fo, Piero Ciampi, in una riproposizione variata a metà fra elogio e ponte sospeso sul mondo di oggi.

Si balla, si canta, si ride (molto), ci si ferma a pensare. Saremo stati forse in 1500 a goderci questa tranquilla serata che a tratti pare diventare una grande rimpatriata fra amici(grazie alla naturalezza ed allo splendido rapporto di Paolo Rossi con la scena ed il pubblico), ma andiamo via da questo piccolo anfiteatro della provincia catanese con qualche sorriso in più e delle minuscole idee che gironzolano in testa. Tutto ciò che l’arte dovrebbe trasmettere insomma, senza eccessi od unzioni, piuttosto con una voglia di esprimersi semplice, forte, serena, intensa.

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dal 19-08-2007 VALDERICE Teatro Santa Barbara
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