L’invisibile silenzio
di Mariagrazia Liotta - 05/09/2007
Pochi giorni fa, 1° settembre, il comitato Immagine Colore ha inaugurato a Genova con la consueta collaborazione di Ars Habitat, la mostra collettiva “L’invisibile silenzio�.
Nelle nostre pagine virtuali avevamo già parlato – ricorderete- di Immagine Colore e di Ars Habitat. Immagine Colore, sorto grazie agli sforzi di Anna Ferrari e di Loredana Trestin, e che mirano a promuovere arte e cultura in ogni loro forma, soprattutto in modo del tutto indipendente.
Per riuscirci ha trovato in Ars Habitat un’ottima alleata; Ars Habitat, creatura nata ad opera di Alessandra Ferrando e Maurizio Melis Roman, una struttura che è un po’ una scuola per ceramisti, un po’ un laboratorio con una fervente produzione propria, mette a disposizione di Immagine Colore un bellissimo spazio espositivo, a Palazzo Nicolò Spinola, in via San Luca 14/4. Il palazzo, nel cuore della Genova vera, quella dei vicoli, dei palazzi alti e tutti vicini, con il suo ingresso antico e le grandi scale che ripide e scure ti portano dritto alla sala espositiva, è di per sé molto suggestivo. Se poi arrivati in cima vi trovate di fronte a “L’invisibile silenzio� la magia è fatta.
“L’invisibile silenzio� è una mostra collettiva particolare, assolutamente meritevole di una visita –tranquilli, avete tempo fino al 14 settembre. Le opere esposte, dipinti, fotografie e sculture, sono legate da un filo sottile essendo tutte ispirate allo scritto di Hindie, intitolato appunto “L’invisibile silenzio�. Il vernissage, accompagnato dalla presentazione del romanzo, è stato quindi polivalente, come polivalente è il progetto stesso.
Il critico Fabrizio Fazzari ha, a mio parere, dato una perfetta chiave di lettura dell’evento, cioè della mostra e del romanzo che vanno insieme, mano nella mano, e la chiave di lettura è il concetto di “sinestesia�, una figura retorica tra le più affascinanti, una delle magie più riuscite della parola, perché, forse più di tutte le altre virtù del discorso e dello scrivere, sfrutta e alimenta insieme le connessioni percettive dei nostri sensi. La sinestesia è infatti una metafora che avvicina sfere sensoriali distinte, e nello stesso tempo è anche un fenomeno psicologico, una contaminazione percettiva dei cinque sensi. Come si fa a non rimanere rapiti dal mistero del perché e del come i nostri sensi stabiliscano dei legami tra di loro, pur essendo fisiologicamente distinti, al di là di ogni comando cognitivo che dall’altro della nostra coscienza razionale non riusciamo a controllare?
Ecco, se non siete rimasti indifferenti a tutto questo, e volete procurarvi un’esperienza sinestetica, “L’invisibile silenzio� è un’esperienza da tentare.
Partiamo infatti dall’aspetto esteriore ed estetico del libro: si presenta blu, e con una forma strana per essere un libro, quella di un compact disc. Iniziamo a sfogliarlo, troveremo delle parti in corsivo, poetiche e sognanti, riportano le parole pensate ma non dette, e delle altre, in stampatello di prosa che raccontano invece dei dialoghi e delle scene reali. Andando avanti, incapperemo in dipinti, inseriti tra le pagine, i quali -compreso quello di copertina- sono tutti di Anna Ferrari, tranne uno, “Meta raggiunta�, opera di Giuseppe “Pipin� Ferrari, del 1931.
Ho appena iniziato a leggerlo, con tutta la curiosità che mi anima, e mi sono immediatamente accorta della sua enorme potenza evocativa. Se siete degli amanti della natura, vi ritroverete a rileggere, non sazi, le descrizioni che già popolano le prime pagine, del mondo vivo e pulsante che circonda il protagonista, Emo, un mondo fatto di mare, vento, nuvole, odori della terra ligure, gusti e paesaggi che inondano l’anima e la nutrono dell’unica possibile bellezza universale, quella della natura, per l’appunto.
La storia de “L’invisibile Silenzio� gira tutta intorno a Emo e Therese, personaggi affascinanti entrambi, nella durezza e nei mutismi di Emo e nelle paure e insicurezze di Therese, entrambi spaventati ma complici nella paura stessa di lasciarsi andare.
Torno a dire, ho appena iniziato a leggere “L’invisibile silenzio�, e per questo non aggiungerò altro. Ma è un dovere e un piacere lasciarvi queste mie prime impressioni, in attesa di dedicare al romanzo tutto il tempo che merita.