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The Air is on Fire: David Lynch alla Triennale di Milano

di Rosilio Tondelli - 10/10/2007
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Io ho scritto una recensione su questa mostra. L’ho scritta ieri notte, nel caos buio dell’insonnia. E’ una bella recensione, lo devo ammettere. Ci sono dentro diverse cose interessanti, ci sono dei riferimenti colti, alcune pennellate di cultura; tutto nella mia recensione è intriso di una tonalità abbastanza nera, o spiacevolmente, e quindi meravigliosamente, colorata di scuro. La bigliettaia della Triennale è però antipatica. O magari lo è solo con me. Fatto sta che, dal mio punto di vista, la bigliettaia della Triennale è antipatica.
Io ho scritto una recensione su questa mostra. L’ho scritta ieri notte e sono convinto che sia una bellissima recensione. Però la bigliettaia è antipatica. Non so se lo è solo con me. Fatto sta che dal mio punto di vista è antipatica.patricgries_lynch460.jpg
Adesso dovrei cominciare con la recensione. L’ho scritta ieri notte, e sono sicuro che sia un’incredibile recensione. Piena di particolari, che sembra quasi di vedere quello che descrivo, di sentire i suoni che ho ascoltato. Sì, è decisamente una gran bella recensione la mia. Ci sono dei riferimenti colti, e poi le sensazioni, la spiegazione intellettuale dei concetti personali, che diventano universali e quindi sottintesi. No, è pazzesco, più guardo questa recensione più mi rendo conto che probabilmente si tratta della più bella recensione che io abbia mai scritto. Forse sarà perché l’ho scritta ieri notte. La bigliettaia però era antipatica. Magari lo è solo con me. Fatto sta che, dal mio punto di vista, la bigliettaia della Triennale è antipatica.
Ho girato intorno alle cose come non mi succedeva da anni ed ho racchiuso lì dove c’era uno spazio che attendeva di essere riempito tutto il mio rapire. Poi ho deciso di scrivere una bella recensione. E ce l’ho fatta, perché adesso che la rileggo, che sistemo la punteggiatura e controllo le ripetizioni, mi convinco sempre di più che si tratta della più bella recensione che il giornale potrebbe mai pubblicare sulle sue pagine, probabilmente questa recensione è la più bella recensione che potrebbe mai essere pubblicata su una qualsiasi rivista del mondo.lynchexpo2.jpg
Però io non la pubblico. Io non la pubblico. Non la pubblico. Io non la pubblico. Ho scritto una recensione su questa mostra. Però non la pubblico. L’ho scritta ieri notte, ed è bellissima. Ci sono dei riferimenti colti. Però non la pubblico. Perché questa mostra dovete andarla a vedere voi, voi soltanto. Magari non vi piace. E infatti è la recensione che è bellissima. L’ho scritta ieri notte. Però non la pubblico. Perché voglio sapere da voi che andrete a vedere questa mostra cosa ne pensate della bigliettaia. E basta.

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