Il giornalista
di Mauro Mondello - 07/11/2007
Non si è stati sicuri sin dall’inizio di scriverne. Se non altro per la difficoltà di trovare le parole giuste, quelle più adatte, anche soltanto per poche righe, a ricordare uno dei più grandi giornalisti italiani di tutti i tempi.
Chi fosse Enzo Biagi lo sappiamo tutti. Ciò che forse invece non tutti possono comprendere è ciò che ha rappresentato per i ragazzi della mia generazione. Che piacesse o meno, per me, per noi, Biagi non è stato un punto di riferimento, e neanche un modello, piuttosto una certezza, una di quelle figure destinate, incosciamente, a far parte della tua esperienza, un sottofondo inevitabile che ci si porta dietro da sempre, come il presidente della repubblica, o la nazionale di calcio.
Ci sono, e non ti chiedi perchè o per come, sai soltanto che ogni tanto arrivano, e impari a rispettarle.
Questo è stato Enzo Biagi, Il Giornalista.
Non “uno dei più”, o “il migliore”, perchè per le classifiche c’è tempo, quanto invece la rappresentazione vivente del giornalismo italiano.
Professionista completo, è riuscito nell’impresa impossibile di costruire la sua carriera come prestigioso cronista della carta stampata per poi passare, con assurda semplicità , alla televisione, che ha rivoluzionato nel suo approccio all’informazione.
Ancora oggi Il fatto resta l’ultimo programma di approfondimento che la nostra più importante televisione di Stato sia riuscita a presentare negli ultimi 10 anni.
La caratteristica di Biagi è stata soprattutto la serenità , il suo riuscire a non essere mai provocatorio ponendo comunque tutte le domande che andavano poste, schierandosi, sempre in maniera pacata, quando era inevitabile, riuscendo quindi a fare un giornalismo incisivo, attaccante, senza però andare oltre le righe.
Che la Rai abbia deciso di accantonarlo, negli ultimi anni, a causa di pressioni politiche, è la dimostrazione, l’ennesima, di quanto questo paese attraversi un momento di grave decadimento morale e pratico della sua classe dirigente.
In ogni caso a noi resta il ricordo più bello di Enzo Biagi, il suo sguardo lucido ed affascinante, un modo unico di essere giornalista: il giornalista.