Budapest, più festaiola di quanto sembri
di Eleonora Tonon - 08/11/2007
All’imbrunire del crepuscolo, quando il Danubio emana quella nebbiolina leggera e il Ponte delle Catene si colora di stelle luccicanti, Budapest è romantica come non mai.
Passeggiare verso il sontuoso Gresham, con il suo sfizioso cancello liberty e la hall dal pavimento mosaicato di piante fantastiche, a braccetto con il proprio lui/lei è un po’ come sentirsi sulle sponde della Senna.
Budapest, in effetti, è definita come la piccola Parigi della Mitteleuropa, e, se lo dicono, qualcosa di vero ci sarà .
Raffinata ed elegante al cospetto del neogotico Parlamento – che si ispira chiaramente a quello di Londra – sontuosa e fiera dinanzi al Teatro dell’Opera – costruito con l’intenzione di competere con i sfarzosi teatri di Parigi, Vienna e Dresda – Budapest, oltre a quest’immacolata classe, cela uno spirito libertino, brioso e divertente.
Passata la piazzetta Vorosmarty Tér, nella città nuova, Pest, si approda a Vaci Utca, arteria principale della capitale ungherese. Sotto Natale, la via, che è bordeggiata dai più noti negozi e catene commerciali, è addobbata a festa con luci e ghirigori variopinti.
Ma per immergersi nella vita notturna più frenetica di Budapest, indispensabile, innanzitutto, prenotare al “losco� Imperio Max Hostel, in Lonai Utca, assolutamente centrale (metro: Kalvin Tér).
“Losco� perché un po’ imboscato e alquanto improvvisato, in un condominio che sicuro qualcosa di illegale c’ha, e con una reception – se si può definire così… – dove i “receptionist� ti accolgono sgranocchiando patatine, assonnati sul divano di fronte ad un film in inglese.
Ti senti subito a casa, all’Imperio Max Hostel, e l’atmosfera informale è l’ideale per stringere amicizia con gli altri turisti alloggiati (non è solo l’ideale, ti tocca proprio, dato che ci sono 3 stanze in tutto, di numero).
Dopo aver inciuciato con qualcuno dell’ostello, indispensabile infiltrarsi a qualche festa universitaria del Kozgaz Prince Club. Qui, erasmussini, budapestini e turisti a caso – tutti sotto i 25 – fanno festa a ritmo di musica tunz-tunz, che non è il massimo in effetti, ma non importa, e bevono Dreher a nastro.
Per concludere la serata in bellezza, è consigliabile intrufolarsi in qualche discoteca. A Budapest c’è l’imbarazzo della scelta: Dokk Jazz Bistro, Bed, Tutu Tango, E-Klub sono tutti nomi raccomandabili.
Dopo tutta questa festa, calmatevi un attimo e aprite gli occhi sulla città : fondata dai romani con il nome di Aquincum (quartiere dove oggi è possibile ammirare le vestigia del castrum, alcuni templi, terme e un anfiteatro), venne conquistata dalla tribù magiara nell’896 d.C., in seguito dai Mongoli. Il dominio ottomano, asburgico e successivamente il regime comunista sovietico mutarono fortemente il volto della città , dove l’aria che si respira è impregnata da sfumature e sapori diversi.
Al Caffè Gerbaud l’ambiente è austro-ungarico per eccellenza; nelle vie meno trafficate i grigi palazzi sovietici rimandano agli anni ‘50/’60; alle terme ancora, per le quali Budapest è molto apprezzata, le note si mescolano e la città pare improvvisamente assomigliare a Praga, specie dinanzi al pittoresco Castello Vajdahunyad, che spunta davanti ai Bagni Szechény con il suo tetto fiabesco ed appuntito.
Obbligatoria una puntatina alle terme: potete scegliere tra i Bagni Szechény, appunto, il più grande complesso termale d’Europa; l’elegantissimo Hotel Géllert della città vecchia, Buda; i Bagni Rudas dove le influenze del dominio turco ottomano spiccano tronfie nella vasca ottagonale centrale sormontata da una cupola; il Lido Palatino, nell’Isola Margherita, immerso nella dolce tranquillità verde di quest’isola discreta e silenziosa, amata dagli sportivi, nel cuore del Danubio.
A Budapest, inoltre, non perdete il Museo Nazionale Ungherese: è qui, infatti, che meglio capirete la storia di Budapest e dell’Ungheria, in un percorso cronologico che si snoda tra corridoi, sale e stanze dove potrete ammirare stoffe, tessuti ed abiti; armature, armi ed utensili; mobili e suppellettili; libri e monete. Un tuffo nel passato di una capitale dalle mille sfaccettature, dove il folklore magiaro riempie di rosso, oro e blu le finestre del museo, affacciate su magnifici palazzi d’epoca.
Budapest è facilmente raggiungibile via aerea con Malév, compagnia di bandiera ungherese, oppure con le low cost Easy Jet e Tui. Se volete invece contemplare un po’ il paesaggio ungherese, con la sua gialla, selvatica pianura, chiamata puszta, prendete il treno da Venezia, diretto per Budapest. Partenza ore 21.00 circa, arrivo a Budapest Keleti Pu verso le 10.00 della mattina seguente.
Ma siete avvertiti: entreranno ogni ora, al confine, a chiedervi i documenti. E non è che vi svegliano con una carezza e una tazza di caffè. Aprono la porta con un sonoro bam! e accendono la luce senza pietà .
E se non dormite durante il viaggio, come fate a far festa il giorno dopo?!