Alejandro Jodorowsky – Albina (o il popolo dei cani)
di Mariagrazia Liotta - 09/11/2007
“Albina� è una fiaba, bizzarra. L’elemento base è quello comune a tutte le fiabe, l’eterna lotta tra bene e male. Aggiungete a questo tradizionale punto di partenza dei personaggi molto strani, degli avvenimenti talvolta terrificanti, talvolta sconci, magie sconvolgenti, sortilegi al plenilunio, nani innamorati, branchi di cani ululanti, istinti primordiali, tribù cavernicole del centro America, orde di pappagalli, e otterrete una favola à la Jodorowsky. Lo scrittore cileno, nonché grande appassionato di esoterismo e psicomagia, oltre che cineasta e autore di pièce teatrali e fumetti, ci presenta come primo personaggio la Jaiba, letteralmente “il granchio�, soprannome affibbiatole da bambina e dovuto alla sua postura curva, a gambe larghe e con le punte delle scarpe rivolte in direzioni opposte: “…identificandosi col nomignolo, accettò l’idea di essere un granchio aggressivo che una corazza separava dagli altri�. Una bambina un po’ difficile, che si preparava a diventare una donna altrettanto complessa e spigolosa. Dopo aver vagato per il Cile in lungo e in largo si stabilì a Iquique e aprì un negozio di compravendita d’oro: cavava denti d’oro ai minatori ubriachi che dopo aver fatto fuori la paga necessitavano di altri soldi per continuare a sbronzarsi.
Visse così per due anni, sola, tristemente sola, finchè improvvisamente Albina piombò nella sua vita. La gigantessa Albina, una donna imponente, altissima, “con gambe robuste, seni e natiche enormi�, e bianca, marmorea, come latte. Col tempo la Jaiba le insegnò a parlare spagnolo e a provvedere alle sue necessità …ma rimase nei suoi occhi uno sguardo innocente, come una bambina per cui tutto era assolutamente nuovo. Tra le due donne così diverse, la arcigna, maliziosa e brutta Jaiba, e la candida, ingenua e stupenda Albina, nasce un rapporto di dipendenza, un’amicizia intima morbosa, necessaria e vivifica per entrambe: “La Jaiba provava un piacere immenso perché, non nutrendo alcun interesse per la natura, della vita vedeva solo la sua incessante morte; lo sguardo limpido di Albina, per cui ogni dettaglio era un miracolo, le rivelava il mondo�.
Ma questo idillio era destinato a finire. E così avviene, per colpa di Pata de Bombo, letteralmente “piede di tamburo�: il suo piede sinistro era il doppio del destro, una estremità flaccida, inguardabile. Era un ispettore corrotto e crudele, seriamente intenzionato a insidiare Albina con le sue pretese di natura sessuale.
Le due donne fuggono da Iquique, incontrano il nano Amado che si mette al loro servizio, e vagano per il Cile, cercando pace e serenità …nel frattempo però la Jaiba si rende conto di un tremendo sortilegio, che porta nelle loro vite sofferenze e distruzione, distrugge l’equilibrio faticosamente cercato: nelle notti di luna piena Albina è come posseduta, diventa una cagna in calore che fa impazzire tutti gli uomini portandoli ad assumere sembianze canine.
Il male va sradicato e allora la combriccola parte di nuovo, comincia un viaggio iniziatico alla ricerca della salvezza, in mezzo ai torridi deserti cileni e alle rigogliose foreste tropicali, con stormi di pappagalli che cambiano colore, tribù e stregoni, sempre seguiti da branchi di cani ululanti. Gli avvenimenti e gli intrecci di questa fiaba farsesca e sanguigna man mano si complicano, Jodorowsky costruisce una storia contorta e cervellotica, che assume connotati fantascientifici.
La storia parte bene, benissimo, ben congegnata sul rapporto ossessivo che lega due personaggi così diversi, l’ispida Jaiba e la morbida Albina, e sugli sconvolgimenti che portano quegli strani fenomeni, tra trasformazioni, morsi e accoppiamenti selvaggi. Poi però il titanico edificio narrativo che costruisce Jodorowsky si perde un po’ nei suoi stessi meandri: la piacevole magia che si presentava in timidi -ma neanche troppo- accenni in tutta la prima parte, diventa quasi sfacciata in fondo.
Ad ogni modo, qualsiasi siano i connotati della fiaba, il sortilegio sarà sconfitto? Il bene vincerà sul male? Buona lettura!