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2008: Odissea nella “spazza”

di Francesco Capria - 08/01/2008
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La vicenda del Presidente Bassolino in Campania è soltanto l’ultima, in ordine di tempo, conferma della labilità nel nostro Paese del rapporto fra centro e periferia.
In quella passata alla storia come “Prima Repubblica” i legami tra Governo e amministrazioni locali erano intensi: decisioni concordate, pratiche amministrative, risorse finanziarie. Al punto che i politici che curavano personalmente i contatti tra Roma e le periferie venivano considerati come veri e propri “mediatori”. Gli stessi partiti, con la loro organizzazione, sì piramidale ma comunque disseminata su tutto il territorio, contribuivano a garantire una omogeneità ideale e fattiva tra governo centrale e governi regionali e comunali.
A partire dagli anni Novanta, però, le cose sono andate in un modo decisamente diverso: registrando così da un lato un governo del Paese esteso su un grande territorio ma esercitato con scarsi poteri, e dall’altro lato le periferie, sorte di feudi medievali indisciplinati e spesso inaffidabili comunque essenziali quali meri “serbatoi di uomini armati”.
Quello campano è stato sempre fedele al centrosinistra e ai governi amici, ma ha giocato da sempre un ruolo del tutto autonomo e peculiare, sostenuto da robuste reti politico-amministrative e ricco di grandi risorse economiche, grazie ai fondi europei.
Da troppo tempo, ormai, enormi quantità di rifiuti tossici vengono consegnate dalle imprese del nord e del centro Italia direttamente nelle mani della Camorra che puntualmente le rovescia nei torrenti, le scarica nei fiumi, le abbandona in centinaia di discariche abusive.
Tutto ciò ha portato ad un avvelenamento che ha distrutto il territorio, inquinando acque e terreni e decimando molte famiglie.
Da troppo tempo, ormai, prendiamo atto dell’indifferenza dei governi nazionali e di Confindustria, che non ha fatto nulla per impedire alle sue imprese di ricorre a queste pratiche criminali. E intanto la camorra ha potuto conseguire guadagni enormi nell’immobilismo dei governi locali.
A questa già disastrosa situazione, durante gli ultimi tredici anni si è sommato l’accumulo di rifiuti solidi urbani prodotti in Campania ed in particolare a Napoli. Un accumulo progressivo e sempre meno gestibile, a causa di una raccolta differenziata mai attuata, di un riciclaggio mai neanche considerato e di impianti mai ultimati.
Inutile discutere sulle “responsabilità”, dal momento che in Campania hanno miseramente fallito le classi dirigenti di ogni orientamento politico, ma anche imprese come la Fiat e l’Impregilo, consorzi come la Fibe, e soprattutto i tanti, troppi, commmissari straordinari.
Dopo tredici anni, infatti, la situazione non ha mai accennato a migliorare, anzi! Bisogna smetterla con la pratica dei commissari straordinari ed incamminarsi su altri percorsi.
Il governo deve assicurare ai cittadini campani la bonifica dei siti inquinati, insieme alla salute ed al controllo del territorio, chiedendo però in cambio che ogni provincia si prepari e prepari i propri cittadini ad attrezzarsi per la propria autosufficienza.
Le imprese devono mettere a disposizione mezzi e tecnologie a costi ridotti, il Governo nazionale deve stanziare risorse e i cittadini e i loro Consigli Comunali devono essere chiamati a vigilare sui risultati e sulle procedure. Il tutto, una buona volta, sotto la direzione non di un commissario straordinario ma di un Ministro sotto la garanzia del presidente del Consiglio.
Sarà pure la solita vecchia storia, ma credo davvero che solo con la collaborazione di tutti si possa sperare in una soluzione finalmente prossima ed efficace.
VERMICELLI ‘A VESUVIANA

Ingredienti

600 gr. di vermicelli
150 gr. di olive verdi
1 kg. di pomodori
50 gr. di capperi
Aromi vari

Preparazione

Immergete l’aglio nell’olio, aggiungete i pomodori e cuocete per una mezz’oretta.
Aggiungete i capperi, le olive ed il peperoncino. Cuocete per un’altra mezz’ora. Servite con vermicelli cotti al dente cosparsi di prezzemolo.

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