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Memoria e menzogna: una sola verità

di Federica Santoro - 09/01/2008
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Forse abbiamo davvero raggiunto il limite e semplicemente impariamo a sopravvivere. C’è qualcosa di troppo marcio, ma questa volta non è la superficie, si tratta del nocciolo.
Non ci scandalizziamo più se sui quotidiani le soubrette posano nude e Berlusconi spiattella i suoi panni sporchi in faccia a tutti; non ci meravigliamo di non sapere come sta andando la guerra in Iraq o la verità sul G8; non suscitano neppure più rabbia in noi le finte dichiarazioni ed i finti colpevoli, salvo nascondere la verità.
Niente sembra ancora poterci stupire, eppure accade che l’ex capo della polizia, sotto inchiesta per i fatti del G8, premiato a capo di gabinetto del ministero dell’interno, venga nominato commissario speciale per l’emergenza rifiuti in Campania. Strano ma vero: solo in un paese come il nostro gli indagati riescono a fare carriera così velocemente!
Accade anche che la tv pubblica non riesca proprio a ricoprire quel ruolo di educatrice che per molti anni ha conservato e, pur di restare a galla nel mare magnum del mercato e della politica si schieri pericolosamente proprio dove non si deve e cioè tra la vittima e il colpevole, ergendosi a giudice incivile dell’Italia del passato.

I recenti approfondimenti di Rai Due sul terrorismo degli anni di piombo, non sono solamente vergognosi e immorali, ma anche e soprattutto sono incivili e degradanti e simboleggiano un paese dalla coscienza addormentata, profanata dal dio commercio. Come dicevo prima, un paese abituato a tutto, tranne che a vedere rivivere quegli anni per bocca di una sola parte, che si scopre sull’orlo di un precipizio dal quale nessun mercato può salvarlo. Memoria e menzogna, che equivale anche a non dire, si fondono in una “sola verità�.

Così il Tg 2 ricorda i “suoi� morti, i suoi “martiri�, quelli fascisti e missini, i suoi giovani.
La portata di questa assenza di civiltà e di rispetto è e sarà enorme, soprattutto sui più giovani. Schiere di ragazzini già crescono con l’odio verso la fazione politica opposta, nella leggenda degli eroi morti per combattere contro un ideale, contro lo stato, per la rivoluzione.
La lotta di quei ragazzi, rossi e neri, i morti, le stragi, tutto a metà.
Una gran parte del nostro passato ci è stata negata, molte ancora sono le domande senza risposta. La ricerca di una memoria condivisa è l’unica strada che potrà mai portare il nostro paese ad uscire da questa sua condizione di eterna offesa.

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