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Da “Squaglio” di T. Zancli

di Francesco Capria - 16/01/2008
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Campagne metropolitane

Disilluse sfattanze
E passate vacanze
Di sospirate alternanze
In un gorgo di mancanze
 Strido e sbuffo di sostanze
Intrappolati come in paranze
 Tra panze
E stanze
 (Tancredi Zancli)
 
Oggi ho voluto fare qualcosa di diverso in questa rubrica. E’ la prima volta, infatti, che concedo e mi concedo uno spazio per una poesia. Anzi, chiamarla così mi attira soltanto gli insulti dell’autore: lui vuole che si parli soltanto di “parole prestate ad un pensiero (pomeridiano)”.
All’inizio a me è venuto naturale storcere il naso di fronte a quest’affermazione dal sapore pseudo-intellettuale,e lo stesso ritengo sia accaduto a voi. Tuttavia, poi ho compreso il senso di quella frase (almeno credo) e mi sono dovuto ricredere.
Non usare il termine “poesia” è una scelta figlia soltanto di profonda umiltà. Quelle parole nate da nient’altro che un’esigenza di un piccolo sfogo da razionalizzare, non pretendevano affatto di assurgere alla dignità di un componimento poetico. E probabilmente non possono neanche aspirare a un tale “risultato”. Ma sono parole semplici, che forse un po’ tutti possiamo interpretare in modo diverso, secondo la nostra predisposizione emotiva e secondo le nostre esperienze, dirette o indirette.

Ma è proprio in questo che ritengo possa rintracciarsi quella genuina leggerezza, capace comunque di conferire forza ad una parola.   
Infondo la forza di cui parlo non è necessariamente quella tipica sferzata potente che esplode dentro una volta vista la propria interiorità così ben palesata su di un foglio bianco. La forza cui penso è piuttosto la scoperta di possibilità ulteriore di sentire ancora quell’infatile positività nell’approccio alla vita e alle cose, così spesso trascurata o peggio ancora dimenticata.

Quasi un tenue delirio nei meandri di una commistione di cose materiali e sensazioni, che ha come un odore o un sapore avvertiti lontani e per questo non definibili, ma percepiti e per questo reali e concreti.
Immaginatevi seduti al tavolo di una cucina con alcuni amici in un pomeriggio dei primi di gennaio. In bilico tra una vacanza appena trascorsa e il desiderio di gustarne il sapore fino all’ultimo istante possibile. La mente è già rivolta alla ripresa della vita di tutti i giorni, tra impegni e responsabilità, sorretta però da quella sensazione che ancora per un po’ accompagnerà le giornate.

TAGLIATELLE ALLA MOZZARELLA
  

Ingredienti
 

500 gr. di Tagliatelle Fresche
150 gr. di Mozzarella
100 gr. di Prosciutto Cotto
50 gr. di Burro
Sale
Formaggio Grattugiato
  

Preparazione
 

Mettete a cuocere le tagliatelle in acqua salata a bollore per 5-10 minuti. Mescolate la mozzarella a dadini al prosciutto cotto tagliato a strisce.
Condite le tagliatelle, appena sgocciolate e caldissime, con il burro fresco. Aggiungete la mozzarella, il prosciutto e un po’ di formaggio grattugiato. Mescolate e servite con altro formaggio grattugiato.
 

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