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Buffoni

di Francesco Capria - 05/02/2008
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Le consultazioni si sono ufficialmente concluse. Dopo aver ascoltato anche i presidenti emeriti Cossiga, Scalfaro e Ciampi, adesso Franco Marini può dichiarare apertamente quanto, in verità, fosse già da tempo immaginabile, e cioè a dire il fallimento del tentativo di varare un governo per le riforme che conducesse anche alle nuove elezioni. Può dire di aver veramente fatto il possibile, il Presidente del Senato. Di aver tentato ogni strada per trovare la sintesi che ci facesse uscire dalla crisi. Purtroppo, una settimana di consultazioni non è stata sufficiente perché si riuscissero a mettere d’accordo le forze politiche, e neanche a farle ragionare almeno intorno a quel tanto fondamentale e trascurato concetto della “responsabilità nazionale” cui, per altro, lo stesso presidente si era più volte appellato. Ma si trattava di un principio troppo essenziale ed importante perchè i nostri politicanti potessero mai concepirne la portata.

Silvio Berlusconi è stato a colloquio con il presidente del Senato per quasi mezz’ora, ma la sua posizione non è cambiata rispetto a quanto già abbondantemente ripetuto in queste settimane, e dunque non ha aperto nessuno spiraglio. Ormai è assolutamente certo della propria vittoria e vuole andare al voto al più presto. Come lui, inutile dirlo, Gianfranco Fini. Il leader di An non ha voluto accettare neppure l’ipotesi di un “governo per il referendum” nonostante proprio il suo partito fosse uno dei maggiori sponsor dei quesiti. Ma si sa: il suo ruolo è stato, è e sarà sempre solo e soltanto quello di “signor si” di Berlusconi, accontentandosi di quel serbatoio di voti ormai stabile da anni. Neanche un voto in più, solo fuoriusciti dal partito verso altre destinazioni, o “derive”. Dipende dai punti di vista.

Di conseguenza il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, non ha potuto far altro che allargare le braccia di fronte a quest’ennesimo e beota muro contro muro e prendere atto di quella che ormai suona tanto come una sconfitta.
A questo punto le alternative non sono certo così numerose né tantomeno realistiche. Per cui al Presidente Napolitano non resta che sciogliere le Camere e indire le prossime elezioni per una data compresa tra il 30 marzo e il 13 aprile.

Finge dispiacere Berlusconi, con la consueta teatralità che tuttavia gli ha regalato così tanti consensi e successi. Appena due mesi fa il leader indiscusso (anche perché è l’unico) del centro-destra, mascherato da statista responsabile e avveduto, s’incontrava con Veltroni aprendosi al dialogo sulla legge elettorale e creando nel centro-sinistra più paure e rancori di quanti non fosse riuscito a scatenarne con un anno e mezzo di “spallate” puntualmente fallite. Poi, al momento giusto, s’è tolto la maschera rivelandosi per quello che è sempre stato, ma che solo Veltroni aveva dimenticato.

Così torneremo a votare con la legge elettorale che ha scritto Berlusconi, con le leggi sulle televisioni e sul conflitto d’interesse che lui stesso ha dettato, con la depenalizzazione del falso in bilancio che ha voluto lui e che meno di una settimana fa gli ha fruttato una sentenza di proscioglimento.

Di fronte a tutto questo la sinistra risponde perseverando nelle sue divisioni (ma questo non stupisce più), mentre la destra si ricompatta dopo quasi due anni di divisioni mai tanto nette, evidenti e, soprattutto, dichiarate:la dignità, in effetti, non è mai stata una loro peculiarità!
Però sta proprio in questo la forza della Casa delle Libertà. Anche in mancanza di un sia pur minimo programma e nell’assenza di qualsivoglia proposta, si muovono tutti insieme per un obiettivo comune: il potere. E basta!
 

MINESTRA ALLA ROMANA

Ingredienti

50 gr di lardo
Aglio
Prezzemolo
Sedano
Cipolla
Patate
Piselli
Zucchine
Indivia
Cicoria
Pomodori
Olio
Sale
Pepe
Pecorino romano (o parmigiano reggiano)

 

Preparazione
Tritate il lardo, il prezzemolo, il sedano, l’aglio e la cipolla e fate rosolare il tutto con olio d’oliva.
Aggiungete al soffritto del pomodoro sbucciato e senza semi e lasciate cuocere per circa dieci minuti a fuoco lento.
Poi, stufate le verdure tagliate a pezzetti. Bagnate con l’acqua necessaria per la minestra e aggiungete sale e pepe lasciando cuocere per un’oretta a fiamma bassa.
Aggiungete alla fine pasta o riso e servite con formaggio grattugiato.

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