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Addio Fidel! Benvenuta Cuba!

di Riccardo Mazzucchelli - 20/02/2008
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Dopo quasi mezzo secolo, dopo essere sopravvissuto a un numero piuttosto elevato di attentati organizzati dalla CIA, dopo aver permesso al popolo cubano di dimostrare quanto fosse grande il loro cuore, si è fatto da parte il Lìder, l’ideatore e il fautore della rivoluzione cubana. Strappando l’isola dalla dittatura. La notizia è arrivata lunedì, verso sera, ma in modo confuso, come se fosse uno scherzo. Come si più pensare che Cuba non avrà più il compagno Fidel alla guida? Nessuno si aspettava che fosse per sempre, però era un bel sogno. Ma cos’è diventata Cuba dopo 49 anni di comunismo? Innanzitutto c’è poco da essere ipocriti. Cuba è riuscita, nonostante l’embargo, a diventare uan grande nazione. Una nazione dove si è sviluppata la cultura, lo studio e le scienze mediche. Impossibile negare l’efficienza del sistema sanitario cubano, completamente gratuito. Impossibile negare l’immensa disponibilità e volontà di condividere tutto il sapere accumulato. Purtroppo, la condizione economica dettata dall’embargo non ha certo permesso a questo grande paese di diventare una potenza economica, ma quante migliaia di persone in tutto il Sud America hanno riacquistato la vista grazie ai viaggi messi a disposizione gratuitamente da Cuba? Possibile che un paese sempre sull’orlo della miseria potesse curare così tante migliaia di persone dalla cecità?

fidel2.jpgNon bisogna essere ipocriti: credere ai cubani fuggiti dalla dittatura di Castro è come credere alle prove delle armi di distruzione di massa che George W. Bush Jr. affermava fossero in Iraq. Gli innumerevoli tentativi della CIA di infiltrare agenti tra le fila di Castro per assassinarlo e non esserci riusciti non può essere spiegato con la semplice inettitudine dell’Agenzia d’Intelligence statunitense. Sottolinea come ci fossero tanti uomini e donne che non si vendevano ai vicini U.S.A. e non tradivano la loro patria. Inoltre, il volgare e assolutamente immotivato attacco da parte dell’aquila dalla testa bianca dovrebbe far riflettere a lungo: tale attacco è stato un atto così vigliacco che i potenti strumenti di controllo del monolite statunitense hanno sempre cercato di nascondere o di rendere poco evidente. Senza contare poi la base di Guantanamo: un emblema del violento e schiacciante padrone che non riesce, tuttavia, mai a prevalere.

t054737a.jpgQuesto perché a Cuba, la gente crede nella revolucion; questa gente ha conosciuto gli orrori della dittatura. Sa perfettamente come si vive nel terrore e nella repressione. Sa che tutto questo proviene dalla grande democrazia statunitense e non vuole. Non li ha mai voluto. Chi ha sempre pensato che Castro fosse un dittatore e che senza di lui, sarebbe crollato tutto, ora avrà modo di ricredersi. Io penso che le nuove generazioni cubane, che in passato hanno subito gli errori del Lider Maximo, ora sono pronte per dimostrare la loro maturità al mondo. Sono sicuro che, se è vero che il dissenso non era benvisto e anzi spesso censurato, il libero sfogo di quest’ultimo darà modo a Cuba di diventare pienamente democratico e tutto questo senza che gli Stati Uniti potranno metterci un dito. Il testimone ora passa al fratello di Castro, Raul Fidel Ruz, e non credo si possa dire nulla su di lui tranne che ha sempre dimostrato lealtà, anche se non troppa competenza. Tuttavia, Fidel Castro non è morto: si è solo fatto da parte. E’ e sarà sempre un prolifico scrittore di opinioni, passerà molto più tempo a fare ciò che più lo aggrada: dialogare con tutti. Diventerà un importante figura anche per la transizione di Cuba verso il suo nuovo futuro e, anzi, potrebbe lui stesso essere il primo a proporre i nuovi assetti. Di certo, è stato uno statista attento e ha permesso a Cuba di liberarsi da un giogo ben peggiore del’embargo. Ora, rimane solo questo ostacolo per restituire all’isola la dignità che la comunità internazionale le aveva tolto

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