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La forza che ci Lega

di Riccardo Mazzucchelli - 17/05/2008
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Il risultato delle ultime elezioni è sotto gli occhi di tutti e per fortuna ci sono già state analisi su analisi: del voto, delle variazioni, del nuovo governo, delle scelte degli italiani, dei cambiamenti in parlamento, delle consultazioni, delle dichiarazioni e delle intenzioni. Certo è che la Lega è stata l’ago della bilancia di queste elezioni. Il Popolo della Libertà ha infatti ottenuto pochissimi voti in più del Partito Democratico, perciò l’amalgama di questo governo è senza dubbio la vena razzista e xenofoba che, adeguatamente stimolata, ci trasforma in piccoli Hitler, pronti a dare alle fiamme un campo nomadi per punire un tentativo di rapimento. Come facevano i tedeschi: per ogni soldato ucciso, dieci italiani fucilati.

“Una reazione normale”, “ingiustificabile ma comprensibile”, “un atto di feroce vendetta prevedibile ma prevenibile. Sarebbe bastato cacciare prima quei rom.”. Questi alcuni dei commenti a caldo, raccolti da svariate emittenti radiotelevisive. Giustamente, bisogna prendersela con queste minoranze inferiori, parassitarie e criminose, pronte ad ospitare e a difendere rapitori, spacciatori, ladri, criminali, assassini e stupratori. Meglio se rumeni. Oggi, in Italia, puoi stuprare una donna e dire di aver invece messo in fuga un rumeno. Sicuramente si riesce a distogliere le indagini per un po’. L’emergenza sicurezza si fa incalzante, opprimente. Si cerca di far sentire la paura del nulla. La quiete serale ora è la tana di una minaccia incombente su ognuno di noi. Le ombre sono i covi di cosche malavitose pronte a depredare la borghesia minorata.

Il razzismo, la xenofobia, il rifiuto, la barricata. Questi gli argomenti che hanno permesso la vittoria di forze assolutamente indegne di ricoprire cariche istituzionali. Le promesse sono sempre le solite: abolizione delle tasse, il trentatrépercento (quasi uno slogan da dire al dottore durante la visita), meno tasse per Totti, pensioni per Titti. Non esiste nessuna innovazione, nessuna novità, nei contenuti. Anzi, sono addirittura peggiorati i contenitori. Ora, nella pentola, bollono patate, pasta, pollo, tacchino, manzo, spigola, pomodorini, orata, granchio e aragosta. Per quanto proveranno a servirci piatti con cucchiai microscopici, comunque avremo una zuppa che non sa di niente perché sa di tutto.

Toccherò di volata l’argomento dell’Italia all’estero. La nostra immagine, già sufficientemente legata a quadruplo filo a pizza, pasta, mandolino, mafia e vacanze, ora è riuscita a peggiorare. Le foto della Carfagna hanno fatto il giro di tutto il mondo. E mentre l’italiano si compiace per la gnocca al governo e il mondo strabuzza gli occhi sulle tette di Mara, nessuno si accorge che il ministero delle Pari Opportunità è stato consegnato alla figura che più gli si oppone: una soubrette. Tralascerò volontariamente le prime dichiarazioni di Frattini, nostro ministro degli Esteri, in sede europea. E’ tornato il tempo dei buffoni. Come diceva Guzzanti, nelle spoglie di Rutelli in un lontano maggio 2001,”A Berluscò’, se a te te va de scherzà e anoi ce va de scherzà, questo qui non è più ‘n paese serio!”. Perciò, inutile remare contro. Scherziamoci sù ché cinque anni passano in fretta. Mi auguro solo di non essere più qui.

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