Caccia ai rom nella nuova Italietta leghista e xenofoba
di Mauro Mondello - 18/05/2008
Pronti via ed ecco che il nuovo governo Berlusconi ha subito trovato pane per i suoi denti.
Sul tavolo c’è da affrontare immediatamente la questione sicurezza, tema particolarmente sentito dagli italiani in questo momento storico, certamente determinante per la vittoria del Pdl nelle recenti elezioni nazionali e per l’inatteso exploit romano di Gianni Alemanno.
Il fenomeno immigrazione in Italia ha creato una vera e propria psicosi, della quale sono responsabili in primo luogo i mezzi di comunicazione ed in seconda battuta la politica stessa.
Ma andiamo con ordine.
Il nodo da sciogliere è innanzitutto quello della definizione del problema.
La confusione delle ultime ore credo stia infatti chiarendo in maniera tanto lineare quanto terribile la pochezza delle tesi apocalittiche appoggiate sinora in merito alla delinquenza straniera in Italia.
Il problema è costituito dai romeni o dai rom?
Mi pongo e vi pongo l’interrogativo visto che i fatti degli ultimi giorni lanciano un’ombra tetra sull’effettiva fondatezza del problema. Mi è infatti parso di capire che la prima emergenza riguardi i campi rom, ma allora, mi dico, c’è un deficit di collegamento fra causa ed effetto, perchè i rom mica risultano raddoppiati con l’entrata della Romania in Europa, ma sono sempre gli stessi, i campi sono lì da anni, i disagi e le difficoltà di integrazione ben noti.
Eppure, di colpo, ecco che in tutta Italia si moltiplicano le notizie di spedizioni punitive, lanci incendiari, assalti a colpi di molotov verso gli insediamenti nomadi.
E allora mi viene il sospetto che il problema sia sì reale, ma che il contesto abbia semplicemente colto l’occasione per sfogare intolleranza vecchia di anni.
Questo è un fatto grave.![]()
Se a Roma uno straniero cerca di violentare una ragazza e poi nel corso della settimana seguente il candidato sindaco di destra basa tutta la sua campagna su dichiarazioni xenofobe e razziste e vince, recuperando gli oltre dieci punti di distacco che lo dividevano dallo sfidante, se una rom tenta di rapire una bambina e subito si scatena la guerriglia contro il campo vicino, se si accende l’odio contro l’immigrato e di colpo, dal nulla, si moltiplicano retate ed espulsioni, allora vuol dire che c’è una reazione emozionale e non istituzionale al problema, vuol dire che lo Stato indirettamente si lascia trascinare dall’ondata sentimentale, facendo cioè quello che uno Stato non dovrebbe mai fare.
Si badi bene che questa non è un’osservazione di parte, ma una riflessione oggettiva. Si può discutere in maniera più o meno manichea del tema della sicurezza dal punto di vista ideale e generale, ma sul fatto che l’approccio di politica e società civile rispetto agli immigrati presenti nel nostro paese sia razzista e xenofobo, spiace dirlo, ma non ci piove.
E’ degno di un paese che si vanta della sua cultura occidentale ed avanzata comportarsi in questo modo?
E’ degno di un paese che è cresciuto emigrando, che ha nella sua storia più profonda le radici dell’emigrazione, fomentare un tale odio verso chi arriva qui senza nulla, cercando solo un futuro migliore?
L’errore è racchiuso nella generalizzazione. Sempre.
Mi piacerebbe vedere cosa accadrebbe alla nostra economia se domattina tutti gli immigrati stranieri presenti in Italia, regolari e non, andassero via. Tutti.
Niente più colf filippine, il 60% dei lavori edili fermi, la frutta e le verdure nei campi in attesa che qualche italiano le vada a raccogliere, le industrie a mezzo servizio, i ristoranti senza cuochi, lavapiatti e camerieri, gli alberghi fermi nel turno di notte e via, via, via dicendo….
Perchè a queste cose non ci pensiamo mai?
Bisogna rendersi conto, prima del resto, prima dell’odio, che gli stranieri, in Italia, fanno camminare l’economia, che gli stranieri in Italia permettono ai tanti padroncini del Nord e del Sud di lavorare sfruttando, che gli stranieri, secondo una recente rilevazione Istat, hanno consentito ad un paese vecchio e stanco, l’Italia, di chiudere in attivo il saldo biologico nazionale.
E poi, c’è qualcuno che fa mai notare sui giornali che l’Italia è fra i paesi europei con la percentuale più bassa di cittadini stranieri residenti nei suoi territori?
Gli immigrati “italiani” risultano essere, in percentuale, un terzo rispetto agli stranieri di Spagna, Germania, Austria e Belgio, la metà di Francia, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Grecia (fonte Commissione Europea), senza contare che nel caso dei governi di Parigi e Londra andrebbero considerati i milioni di cittadini stranieri in possesso di passaporto francese ed inglese.
Forse, quindi, abbiamo noi un problema.
Perchè l’immigrazione qui è arrivata tardi, e adesso non siamo in grado di gestirla, non siamo in grado di strutturare un processo d’integrazione forte, sia esso inclusivo o marginale.
Non più del 10% degli stupri denunciati in Italia ogni anno vedono cittadini stranieri implicati, oltre il 70% delle violenze sono attribuibili ai partner (dati Istat), eppure se un caso di stupro interessa un immigrato ecco che partono i titoloni.
Quello che intendo dire è che bisogna essere onesti e dirsi, in faccia, che il problema sicurezza italiano non dipende da situazioni eccezionali, ma da sentimenti emozionali, dobbiamo avere il coraggio di chiarire a noi stessi che questo modo di porsi rispetto al problema della sicurezza non ha ragioni pratiche specifiche, ma muove da un sentimento razzista e xenofobo.
Ammetterlo sarebbe già un bel passo avanti. D’altronde il 20 e passa % conquistato dalla Lega Nord in diverse regioni del Settentrione italiano aiuta a spiegare bene il concetto.
Siamo stati trascinati, tutti, in una spirale di terrore pompata in maniera inverosimile da media e politica e adesso che abbiamo scoperto i fili deboli della nostra radice intollerante eccoci pronti a cercare giustificazioni. Che non abbiamo.
I rom ci sono sempre stati, non possono essere diventati un problema a partire dal maggio del 2008, non può crederci nessuna persona di buon senso.
La verità è che ci stiamo scoprendo razzisti, la verità è che la strategia di paura avanzata da stampa e partiti sta avendo la meglio, la verità è che, inaspettatamente, milioni di italiani hanno dimenticato da dove arrivano e dove stanno andando.
E adesso addirittura si parla di reato di clandestinità, di trasformare i CPT in centri di detenzione, di ronde notturne.
In ogni caso, siamo nelle mani di Maroni.
A volte mi vergogno di essere italiano.