Barona, dal 23 maggio al 1 giugno @ Borgo 14
di Cinzia Gravina - 29/05/2008
Il 23 Maggio al Borgo 14, in Corso San Gottardo a Milano, si è tenuta l’inaugurazione della mostra di Diego Veronesi, artista alla sua terza personale. L’associazione Nokoss lo presenta e lui stesso si presenta, portando un lavoro di grande intensità, Barona, che rimarrà in loco fino al 1 giugno.
La sua ricerca fotografica si delinea attraverso un linguaggio sperimentale e originale. Dieci fotografie proposte una dietro l’altra, in dissolvenza, in una videoinstallazione di otto minuti, accompagnata da un sonoro che ne chiarisce gl’intenti e determina gli stati emozionali di chi guarda.
Le fotografie ritraggono zone di Milano Sud, palazzoni di case di cemento in lontananza, la natura artificiale vista sempre attraverso rami nudi intrecciati degli alberi in primo piano, come ragnatele da cui ci si sente intrappolati e che spesso ne filtrano l’immagine. E poi terra, cocci, buio al di qua dello sguardo, lo sguardo col quale presto ci si trova ad immedesimarsi. Quello dell’uomo che scatta la foto, in solitudine, che furtivo ruba quelle immagini e le fa proprie. E i rumori del vento, di sirene, rumori metallici, silenzio e infine voci lontane, indistinte. Questi suoni ci riportano ora dentro quel fermento, che non si vede, ma si ascolta, ora fuori.
Ci si sente così davanti a quelle proiezioni, al buio, odierni selvaggi in completa solitudine. Una solitudine che si sente, ma non si sa da che cosa sia provocata, dal rigetto (è un selvaggio che rigetta quel mondo o da cui si sente rigettato?) o dalla paura, dalla diffidenza istintiva a quel mondo, forse, che non permette di scostare quei rami e fare un passo in avanti. Ma questo dipende solo da chi guarda.Questa strana creatura si muove in uno spazio e noi ci muoviamo con lei; seguendo il suo istinto selvatico, siamo lei, un po’ subendo, un po’ creando la sua storia. Quasi si intravede un’ intenzione narrativa. Il personaggio non si vede, ma c’è, così come per lui la vita non c’è ma si sente. Un complesso gioco fra il fuori e il dentro, fra vita e solitudine, fra purezza e necessità di fare parte a costo di snaturarsi.
Noi ce lo immaginiamo così, seminudo, i piedi sporchi di fango, che si aggira intorno a quell’ambiente e quella vita, cercando di circoscriverla col passo incerto di chi ha scoperto qualcosa da cui suo malgrado è affascinato, ma per diversità da quel mondo o per paura di farne parte, si trova rintanato dietro rami umidi, in quel mondo scuro fatto di macerie e fango. All’aperto, al di fuori, ma comunque protetto. Al sicuro, ancora per un po’.
Barona, di DiegoVeronesi,
Borgo14 c.so San Gottardo14
Milano 23 maggio - 1 giugno 2008