Le
Rubriche
di
Nokoss

Vacanze da Gosthbusters

di Eleonora Tonon - 03/07/2008
scozia1.jpg

Se il Lago di Garda vi ha decisamente stufato e del Lago di Como neanche volete sentir parlare, è giunto il momento di imbarcarvi alla volta della Scozia. Ampie brughiere violacee, soffici greggi di pecore belanti, ombrosi pomeriggi di cieli maculati di nuvole si susseguono nella leggendaria Scozia dei kilt, delle leggiadre cornamuse, dei forti ed aspri whisky. Il misterioso e celebre lago di Lochness, esteso nella contea di Inverness, accoglie il viaggiatore con la sua molle coltre d’acqua turchina, contornata da lunghi giunchi e arbusti verdeggianti. Gite in barca, gare familiari di pesca, qualche scarna ora di sole strappato al freddo ostile scozzese ed eccoci inventati una bella vacanza all’insegna del diverso. Aggiungete un pizzico di curiosità che non fa mai male, ed improvvisatevi avventurieri con tanto di cannocchiale alla mano: può darsi che scorgiate profilarsi nel ventre del tramonto la raccapricciante sagoma di una sorta di dinosauro maturo, il famigerato Nessie. Si tratta della famosissima creatura marina che abiterebbe, secondo la secolare leggenda, il tanto conosciuto lago. Il primo ad avvistare il mostro sarebbe stato il Monaco San Columba, di origine irlandese, nel 590 d.C. . Come egli ci narra nel suo saggio “Vita Sancti Columbae”, ebbe luogo un funerale alle rive del lago per onorare la morte di un abitante ucciso da una “selvaggia bestia marina”. La notizia cadde dimenticata, fino a quando non spuntò dapprima una coppietta di coniugi che giurò di aver visto un mostro dal collo lungo attraversargli la strada, poi fu il momento di gloria dello studente A. Grant, che avvistò il mostro durante il tragitto di ritorno da scuola in sella allo scooter, poi ancora furono le volte dei pescatori degli anni ’80 dello scorso secolo. Verità o fantascienza, sta di fatto che, nonostante numerose testimonianze, ad oggi il tanto simpatico Nessie ancora non si è fatto vivo ufficialmente. Alimentano i dubbi sulla sua infondata esistenza la mancanza di tracce sulla terraferma e la scarsa disponibilità di cibo per il nostro amico mostro. Ma non è questa la questione. Il fatto è che Lochness è entrato nell’immaginario collettivo come tappa fondamentale di un qualsiasi itinerario in Scozia. Regione avversa, indomabile, vera e propria “braveheart”, la Scozia rimase indipendente dall’Inghilterra fino al XVIII sec. , quando le due Il mostro di Lochnessnazioni vennero unite. Impossibile da sottomettere persino per i Romani, che la separarono dai loro possedimenti con il celebre Vallo di Adriano nel 122 d.C.. Accovacciata tra Glasgow, Edimburgo ed Aberdeen, la Scozia è stata seminata, nel corso degli ultimi anni, da svariati film in costume: Highlander, ambientato nei pressi della montagna Ben Nevis, la più alta della Gran Bretagna; Kidnapped, tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson; Rob Roy, interpretato da Liam Neeson nelle vicinanze della deliziosa cittadina di Perthshire, a due passi dai romantici castelli di Megginch e Drummond. C’è chi dice che tutti questi film abbiano arrecato danno alla purezza del paesaggio, già infastidito nei pressi del Castello di Urquhart, splendido rudere che costeggia il lago di Lochness, adibito ad osservatorio per avvistare il mostro. Profondamente radicati nelle tradizioni e assolutamente spaventati dalla modernizzazione, gli scozzesi vanno fieri del loro patrimonio storico-culturale, disseminato tra gli Highlands, autentici nuclei di cittadini un po’ vecchi negli usi e nei costumi, ma sicuramente caratteristici ed indimenticabili. Inverness colpisce per la deliziosa semplicità: una cittadina curatissima, ordinata, verde. Dove si contano: un cinema, un teatro, un museo. E guai a scombinargli il programma culturale: non accettano correzioni dagli stranieri. Non lasciatevi impressionare dai soventi cartelli che appaiono qua e là alla soglia dei locali: “gli Inglesi non sono benvenuti”. Qui, funziona così. Per calarvi ancora di più nell’atmosfera, ideale farsi un giretto nei cosiddetti “most haunted”, i luoghi più frequentati dai fantasmi. Potete recarvi a scelta nella Mary Kings Close, una viuzza di Edimburgo, dove pare che si odano lamentevoli voci; il Castello di Edimburgo, dove destreggiarsi tra gli spettri dei prigionieri francesi della Guerra dei Sette Anni, di suonatori di cornamusa e tamburini senza testa. Che il tutto sia farcito da una dose abbondante di pubblicità.. beh, che dire.. il turismo è anche questo, purtroppo e per fortuna. Ciò non toglie, comunque, che proprio in queste zone siano stati effettuati studi ed investigazioni, i quali, testati su diverse squadre, hanno portato a risultati sconvolgenti, vedi il sospetto aumentare della temperatura, la sensazione di essere osservati, ombre dalla forma umana proiettate qua e là… Suggestione fantasticata o viscida realtà, questo spetta a voi giudicarlo. Tra una partita di golf – lo sport sacro per eccellenza, nato in Scozia nel 1773 con la Honorable Company of Edinburgh Golfers ed i mitici campi di St. Andrews – e le feste tradizionali “Ceilidh”, un vortice di cornamuse, violini e armonica, non perdetevi il famoso Festival di Edimburgo dal 14 agosto al 4 settembre, dove si incontrano e si fondono musicisti da tutto il mondo. La Scozia è raggiungibile con Ryanair ed Easyjet a basso prezzo; per pernottare sono raccomandabili i Bed & Breakfast, a buon mercato e a conduzione familiare oppure i fantomatici castelli con tanto di “fantasma incluso nel prezzo”, vedi il Castle Stuart, nei pressi di Inverness, abbarbicato sul fiordo che si affaccia su Black Isle, o il Castello di Stonefield, che offre un ampio campo da golf (140 miglia), corsi di equitazione, escursioni in battello e, naturalmente, terrore notturno fantasmagorico assicurato.

Gli
Archivi
di
Nokoss

Cerca nel sito: