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Europa 7: censura totale

di Daniele De Florio - 17/12/2008
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Stasera non uscite per aperitivi, e fate un po’ di zapping televisivo. I soliti programmi della RAI, Bruno Vespa che si strofina le mani, i soliti Reality Show di Mediaset e i film in seconda serata interrotti da otto pubblicità e dal fastidiosissimo TG-COM, un documentario su La 7 e la variegata offerta di televendite di tappeti, telefilm anni 70 e spezzoni censurati di video porno sulle TV private. Fatto? Durante il vostro zapping, avete per caso trovato un canale chiamato EUROPA 7? Difficile. Un indizio: non si tratta di una televisione locale, ma di un canale nazionale. Con la stessa “qualità visiva�, diciamo, di Rai e Mediaset. Allora, l’avete trovato?

Europa 7 è anche noto come “il canale che non c’è�. Nel senso che è pronto per trasmettere, ma non può trasmettere. Il suo proprietario, l’imprenditore Francesco Di Stefano, ha regolarmente comprato le licenze e le frequenze necessarie per mandare in onda le sue trasmissioni quasi dieci anni fa. Ha costruito studi di registrazione, e riutilizzato quelli delle piccole televisioni locali che già possedeva. Ha creato un piano di lavoro che comportava 700 assunzioni e la copertura di più del 90% del territorio nazionale. Nessun abuso, o trucchetto. europa7.jpgE’ solo un privato che, seguendo la legge, ha provato ad entrare nel libero mercato televisivo. Fino ad oggi non è riuscito a farcela ed Europa 7, nonostante fosse a un passo dei teleschermi, non l’abbiamo mai vista.

Europa 7 sarebbe andata ad occupare le frequenze di una rete televisiva tuttora esistente, ma per la quale il permesso a trasmettere era scaduto. Revocato, insomma. Un passaggio di consegna. Il problema è che la rete che non poteva più trasmettere in via analogica (costretta a passare su satellite, dunque, non a spegnersi nel nulla) si chiamava RETE4. E il suo proprietario non era affatto intenzionato a consentire questa sorte ad una delle sue beniamine. Magari non tutti sapevano cos’è Europa 7, ma tutti sanno che è Silvio Berlusconi a possedere Rete 4. E tutti sanno che Silvio Berlusconi è ed è stato Presidente del Consiglio, e che non si è mai fatto problemi a creare leggi o decreti per tutelare e salvare sé stesso e le proprie aziende.

E’ dal 1999 ad oggi che continua la lotta di Di Stefano per trasmettere, fatta di colpi bassi, leggi ad personam (o ad canalem) dei governi di Berlusconi,1551050320_666b635ccc.jpg sentenze della Corte Costituzionale, sentenze della Commissione Europea e impotenza totale (o inciucio?) della sinistra di fronte alla vicenda. Il Governo Amato, della questione, se ne è lavato le mani. Il “Berlusconi II� ha varato l’apposita legge Gasparri. Il Governo Prodi ha annunciato correzioni, ma gli annunci sono caduti nel vuoto. Va sottolineato che i giudici della suprema Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE, hanno sempre dato ragione al proprietario di Europa 7. L’Italia è stata anche multata. Pagheremo (NOI) la bazzecola di 300mila Euro per ogni GIORNO in cui Europa 7 non ha potuto trasmettere, pur possedendo licenze e permessi. E tutto questo, sostanzialmente, a causa dello strapotere di una persona che non vuole mollare e che, se non ha la legge dalla sua parte, cerca di cambiarla con ogni mezzo.

E poi dicono che il conflitto d’interessi è cosa da nulla. Lo pagheremo con le nostre tasche, questo conflitto, solo parlando di Europa 7, per un totale di centinaia di milioni di Euro.
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In questi stessi giorni è attesa, pare, una sentenza finale in sede europea per porre la parola fine alla vicenda, e per quantificare in soldoni la figuraccia che abbiamo fatto per dieci anni con i nostri vicini europei (loro sono ben informati della storia, a differenza nostra). Forse Di Stefano potrà trasmettere, a meno che non venga creata una nuova legge ad hoc. Magari che impedisca a chiunque si chiami “Di Stefano� di possedere televisioni. O magari che impedisca di trasmettere a coloro i cui cognomi inizino con la “D�, almeno non potrebbe essere considerata una legge ad personam dalla stampa comunista.

Cantava Battiato: “Povera patria / schiacciata dagli abusi di potere / da gente infame che non sa cos’è il pudore�…

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