Mantova, splendore dei Gonzaga
di Eleonora Tonon - 03/05/2009
Gironzolare per questa città raccolta, con le sue piazze discrete e le finestre soffuse, alti palazzi ritti in piedi, tanto solenni da intimorire, trascina in un’accomodante torpore, ti allieta e regala benessere.
Così tranquilla e mansueta la sera, quanto vivace e spumeggiante di giorno, frastornante nelle vie chiassose, dove ciondolano signore e parlottano studenti.
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Acquattata sul Mincio, Mantova ama confidare a chi più la rassicura le sue leggendarie origini: narra, infatti, che il poeta Virgilio, nato nei pressi della città , precisamente ad Andes, assistette, attorno al 70 a.C., alla mitica fondazione di Mantova, per mano di Ocno, figlio della profetessa Manto e del Tevere, la divinità fluviale Tybris, re dei Toscani. Ocno, una volta approdato sulle rive del Mincio, si occupò di erigere il primo nucleo abitativo, e diede nome al nascente paesino “Mantova”, in onore della madre.
La prima cerchia di mura si snoda attorno alla compita Piazza Sordello: si tratta della “Civitas Vetusâ€?, luogo strategico poiché ben difendibile da attacchi esterni. All’esterno della Civitas Vetus, si estendevano i siti più caratteristici di Mantova, visibili ancora oggi nella toponomastica: si tratta del Sottoportico dei Lattonai, Piazza delle Erbe, Piazza del Purgo, tutti luoghi dediti al commercio, alle botteghe, al mercato e al suburbio.Â
Con la costruzione della Chiesa di Sant’Andrea, il piccolo borgo crebbe. Con la fine del 1100, grazie all’intervento dell’ingegnere bergamasco Alberto Pitentino, vennero realizzati importanti opere di idraulica e il corso del canale, rettificato, permetteva di mantenere costante il livello dell’acqua. Tra il 1200 e il 1300 Mantova si espanse, fino a quando, nel 1328, la città non viene riscattata con furia dai Gonzaga: è l’alba di una nuova era, sul volto della città .Â
Il 16 agosto 1328, infatti, i Corradi da Gonzaga operano un vero e proprio colpo di stato a discapito di Rinado, l’ultimo dei Bonacolsi. Favorevoli ad un’attenta politica matrimoniale che prevedeva legami con la Repubblica di Venezia, gli Estensi di Ferrara, i Visconti di Milano, l’Imperatore ed il Papato, i Gonzaga si contraddistinsero per il loro spiccato mecenatismo.Â
L’incoraggiamento delle arti aprì le porte a personalità quali Pisanello, Donatello, Leon Battista Alberti, Mantegna, Giulio Romano, Rubens. Attorno al 1630, la prima linea della dinastia Gonzaga si estinse: la famiglia fu costretta a cedere gran parte delle sue opere d’arte a Carlo I Stuart. Successivamente, in conseguenza al sacco ad opera dei Lanzichenecchi e alla peste, Mantova conobbe il suo tramonto. Ferdinando Carlo, ultimo duca, abbandonò la città nel 1707, e si rifugiò nell’altrettanto decadente – ma gloriosa – Venezia.
A Mantova non mancano i monumenti da visitare: il più noto è certamente Palazzo Te, capolavoro di Giulio Romano, costruito e decorato tra il 1525 e il 1535. Commissionato da Federico II Gonzaga, si ispira ad una villa antica di stampo romano e si presenta come uno dei complessi rinascimentali meglio conservati in Italia. Il palazzo offre un interessante esempio di assimilazione tra il linguaggio raffaellesco e la cultura michelangiolesca, è portavoce di una profonda conoscenza della tradizione classica ma, al contempo, propone inedite, sorprendenti innovazioni.
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Ma se visitare palazzi non fa per voi, la IAT di Mantova propone divertenti trekking urbani: il 10 maggio 2009 è previsto “Mantova Verde: andar per giardiniâ€?; il 15 agosto 2009 presenta “Il cammino delle grazie: a piedi e in barca da Mantova all’antico santuarioâ€?; il 12 settembre 2009 è in programma un itinerario all’insegna della “Mantova ai tempi del Grand Tourâ€? e, il 31 ottobre 2009, in occasione della Giornata Nazionale del Trekking Urbano, la IAT della città propone un itinerario intitolato “Dal lago alla corte: i luoghi segreti al margine della città vecchiaâ€? (per info e prenotazioni: INFO POINT – Piazza Sordello, 23, Mantova – 0376/288208 – info@infopoint.mantova.it).Â
Un’alternativa di turismo all’insegna del verde è senza dubbio la bicicletta: è divertente pedalare dalla città fino a Peschiera. Il collegamento cicloturistico di Mantova con il Lago di Garda è la giusta occasione per godersi il panorama, respirare la natura, e.. perché no? Fare una puntatina in qualche enoteca…