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La confraternita del Custoza

di Angelica Mora - 14/06/2009
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Confraternita: la derivazione del termine è prettamente religiosa ed indica un gruppo di devoti affratellati da una o più caratteristiche comuni. Quella che è nata a Custoza, frazione di Sommacampagna, in provincia di Verona, si chiama Consorzio di tutela del vino Custoza, ma il succo è lo stesso. I viticoltori e i vinificatori del bianco di Custoza hanno infatti voluto la nascita del Consorzio allo scopo di controllare la denominazione di origine controllata del Custoza, garantendo la qualità del vino per tutta la filiera, dal vigneto alla tavola, e allo scopo di lanciare un nuovo nome nel firmamento dei vini bianchi italiani.

E per questo motivo che si è appena conclusa la 38° edizione del concorso enologico che ha visto in gara tutti i produttori della zona per la categoria del Custoza Doc Superiore, annate 2007 e 2008: la premiazione, avvenuta a Villa Zerbare a Sommacampagna, una splendida cornice fatta di porticati e prati, fiori e rampicanti, angoli pacifici immersi nei morbidi vigneti veneti, ha celebrato i vincitori per la qualità della loro produzione, e ha premiato più in generale lo spirito d’iniziativa di un paese piccolo che si ingegna nello sfruttamento sostenibile del proprio territorio, basandosi principalmente sull’enogastronomia e sull’accoglienza.

Su un totale di 27 aziende e 55 etichette, 4 commissioni di assaggio formate da sommelier di indubbia professionalità hanno premiato i migliori prodotti, nella tipologia Superiore, annata 2007, si sono aggiudicate la medaglia d’oro le aziende Tenuta San Leo e Corte Fornello di Valeggio sul Mincio, Monte
del Fra’ e Villa Medici di Sommacampagna, Aldo Adami e Tabarini Damiano e Silvio di Custoza. 19 le aziende che, con i loro campioni, hanno superano la valutazione di 82/100 con il loro Custoza 2008: le aziende Ronca,img_5160 Monte del Fra’ e Villa Medici di Sommacampagna; Il Custode di Villafranca; Valbusa, Corte Mamaor, Tenuta San Leone, Pezzini Albino e Le Muraglie di Valeggio sul Mincio; Cantine Lamberti di Pastrengo; Tinazzi di Lazise; la Cantina di Castelnuovo del Garda; le aziende Il Pignetto, Castellani Natale e Morando Lorenzo di Bussolengo; Tamburino Sardo, Cantina di Custoza, Aldo Adami e Tabarini Damiano e Silvio di Custoza.

I brindisi sono stati tanti, come le testimonianze che si sono avvicendate nel corso della giornata di degustazione e della serata della premiazione: tutti pronti a celebrare, in alto i calici, la bontà, la qualità, la complessità, la morbidità, la profumosità, e scende che è una meraviglia, specie se accompagnato da risotti agli asparagi o tortelli in crosta di formaggio, senza dimenticare il saporitissimo pane all’uva, tipico della zona. Un sommelier lo descriverebbe come un vino giovane, giallo paglierino, dall’odore fruttato, leggermente aromatico e dal sapore sapido, morbido, delicato, amarognolo, coltivato in zone che si sono rivelate una piacevole sorpresa…

Il Custoza scorreva a fiumi mentre i consorziati, confratelli nell’uva, esprimevano da ottimi padroni di casa (e cantina) le buone intenzioni per lo sviluppo e la promozione della loro tanto amata creatura, su uno sfondo rilassato che inizia comunque a mostrare i sintomi della febbre del vino, quel “tic recente” che appassiona mezzo mondo : un business e una mania, positivo e negativo insieme, che da un lato anima intere regioni di nuova linfa imprenditoriale, dall’altro rischia di sconvolgere e omogeneizzare quelle stesse regioni imponendo un’unica coltivazione a scapito della biodiversità… Rischio non è uguale a certezza, comunque.
In alto i calici: salute!

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