Giustizia è fatta per Federico Aldrovandi?
di Mauro Mondello - 07/07/2009
Ce ne siamo occupati sin dall’inizio della storia di Federico Aldrovandi, il ragazzo diciottenne ucciso a Ferrara da quattro agenti di Polizia una mattina del 25 settembre 2005 (per approfondimenti vedi http://www.nokoss.net/2007/06/20/federico-aldrovandi/ e http://www.nokoss.net/2008/02/12/in-attesa-della-verita-su-federico/).
Finalmente ieri è stata fatta un pò di giustizia, solo un pezzetto, con la sentenza emessa dal giudice Francesco Maria Caruso, che ha condannato Paolo Forlani, Enzo Pontani, Monica Segatto e Luca Pollastri a 3 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di eccesso colposo in omicidio colposo.
Oltre alla famiglia di Federico, in aula erano presenti Pontani e Pollastri, assenti gli altri due agenti coinvolti (uno dei due perchè in servizio per il G8, e dovremmo riflettere bene, noialtri, su uno Stato che nemmeno sospende un agente su cui, innocente o meno, pende un capo di imputazione gravissimo….).
Giustizia, dicevo, è stata fatta, anche se continua a sconvolgere l’incredibile lucidità con la quale gli imputati insistono nella loro difesa. Non è bastato scoprire il velo di bugie dietro il quale erano state nascoste verità fastidiose in quella fatidica mattina (rapporti truccati, orari non coincidenti, strani passaggi di servizio), non è bastata la testimonianza di una donna, Anne Marie Tsegueu, che dalla sua finestra assistette al pestaggio, non è bastata l’autopsia, che ha rivelato il corpo di Federico nelle sue condizioni devastate, non sono bastati i 2 manganelli rotti.
Nonostante tutto questo, ancora ieri, dopo la lettura della sentenza, Enzo Pontani, uno dei poliziotti condannati, dichiarava che “giustizia non è stata fatta, e io la notte dormo sonni tranquilli”.
Io non sono un giudice, e non li voglio giudicare questi quattro agenti, però mi chiedo: che siano o meno colpevoli, che abbiano o meno agito seguendo le procedure, perchè è così difficile chiedere scusa, perchè in quattro anni nessuno di loro ha perlomeno avvertito la necessità di riflettere sul fatto di aver ucciso un ragazzo?
Sono convinti di aver agito giustamente, i quattro poliziotti, Federico è morto perchè il suo corpo non ha resistito, secondo loro, ad una dinamica di arresto del tutto normale, prevista dall’addestramento.
Ricorreranno in Appello, e forse dopo pure in Cassazione, e alla fine di tutto avremo un pezzo di carta che ci spiegherà, definitivamente, se e come quella mattina lo uccisero o meno.
Sarà comunque qualcosa.
Certo dispiace trovarsi di fronte a tanta superbia, avvertire il disprezzo, la mancanza di rispetto per la vita e per le sue regole di civiltà, proprio in chi rappresenta lo Stato, in quelle persone che dovrebbero difenderci, che dovrebbero proteggerci.
Io non sono un giudice, e non li voglio giudicare questi quattro agenti, però vi dico, sinceramente, che spero di non incontrarli mai nella mia vita poliziotti così.