George Sand – Lei e lui
di Giuliana Altamura - 15/07/2009
George Sand, Lei e lui
A cura di Lilli Monfregola
Iacobelli Edizioni (Roma, 2009)
Scrittrice, critica, drammaturga, pittrice, attivista politica, femminista ante litteram: tutto questo fu George Sand, al secolo Amandine Aurore Lucie Dupin, autrice fra la più significative e prolifiche dell’età romantica, che visse con audacia e passionalità la tempesta storica e culturale dell’epoca. Cresciuta in campagna da una nonna aristocratica e colta – avversa a ogni genere di convenzione sociale – indossando abiti maschili e assimilando l’opera degli illuministi, la Sand fu intima amica di Flaubert, Dumas padre, dei de Goncourt, di Gautier, e strinse diverse relazioni amorose con intellettuali e artisti di spicco quali Merimée, Chopin e Alfred de Musset. Ed è proprio la tormentata relazione con quest’ultimo, conosciuto nel 1832, a essere trasfigurata in Lei e lui, romanzo composto due anni dopo la morte dello scrittore, nel 1859. In realtà vent’anni prima, conclusasi la loro storia, lo stesso de Musset aveva dato alle stampe le Confessioni di un figlio del secolo, ispirato a essa, dove il suo personaggio appare ben più consapevole ed equilibrato di quanto non venga descritto – con toni e forzature cupamente romantiche – dalla Sand. La versione di lei suscitò da subito lo sdegno del fratello (nonché biografo ufficiale) di de Musset, Paul, il quale decise di polemizzare pubblicando pochi mesi dopo Lui e lei, in cui la colpa del fallimento della relazione viene fatta ricadere interamente sulla Sand, decisa a far credere a tutti che il suo amante fosse pazzo per potersi finalmente concedere al terzo vertice del triangolo, immancabile in ogni versione dacché ispirato al medico italiano Pagello, realmente amato dalla scrittrice e che realmente si trovò a curare de Musset durante un suo viaggio a Venezia.
Al di là della verità autobiografica – d’indubbio interesse dato il calibro delle personalità coinvolte – il romanzo, riproposto in Italia dall’editore Iacobelli, rivela una grande capacità di analisi e approfondimento dei sentimenti e delle relazioni, oltre che una sublime conoscenza dell’animo umano. De Musset e la Sand diventano Laurent e Thérèse, entrambi pittori tormentati, lei da un tragico passato familiare e sentimentale e lui dal suo stesso ineffabile genio che, secondo la più classica tradizione romantica, non può che porlo in conflitto col mondo e con se stesso. Il momento della creazione è per Laurent un parto dolorosissimo che si consuma in un deserto sconfinato di noia. Dedito a uno stile di vita vizioso e corrotto, l’artista scopre grazie ai morsi della gelosia di amare – per la prima volta – Thérèse. La protagonista, abituata invece a vivere solo del suo lavoro in pieno isolamento, rifiuta il corteggiamento: l’esperienza le ha permesso di maturare quel tanto che basta a capire l’inconciliabilità dei loro modi d’amare e a prendere coscienza della follia che anima la passione di Laurent, condizione della sua stessa arte. Eppure una sorta di vocazione materna la spinge a cedere, convinta che sacrificare la sua stessa vita a lui gli avrebbe permesso di salvarsi da se stesso. Ma così non fu: la venerazione quasi religiosa che inizialmente animava Laurent nei suoi confronti si trasforma presto in risentimento, aggressività, possessione. La stessa prepotenza con cui a tratti la desidera, lo porta a respingerla e a umiliarla, colpendola nei suoi punti più deboli. Finché non diviene troppo da sopportare, sebbene in nome dell’amore e del genio. Tuttavia un simile legame, che è prima di tutto dipendenza intellettuale, è difficile da spezzare definitivamente, e a farne le spese è anche Palmer (il dottor Pagello), che per breve tempo Thérèse si convince di voler sposare… «E chi non avrebbe compianto tutti e tre? Tutti e tre avevano sognato la felicità, ma all’uomo questo non è concesso: è già molto per lui credersi per un istante capace di amare senza turbamento e senza diffidenza».
La scrittura della Sand accompagna il lettore nelle sue riflessioni, soffermandosi su alcuni avvenimenti e accelerando su altri, senza tuttavia smettere di sviscerare le profondità del cuore e delle mente, regalandoci una narrazione coinvolgente che, sebbene passi attraverso il filtro razionalizzante del pensiero, non cessa mai di svelare un cuore innegabilmente romantico.