AAA Responsabilità
di Il Duca Nicio - 23/07/2009
La tendenza alla deriva cui la Democrazia italiana è sottoposta ha un principale responsabile: la sinistra. Non è vero che abbiamo un governo fascista, non è vero che è colpa di Berlusconi se viene limitata la libertà di stampa, di espressione, di condivisione culturale; non è vero che il governo non ammette contraddittori, che legifera incostituzionalità come il Lodo Alfano (meglio definibile come Nodo Alfano, rende maggiormente l’idea del cappio al collo messo alla Giustizia italiana), non è vero che è colpa di Berlusconi se in Italia la democrazia è a rischio.
La colpa è della sinistra.
La colpa è di quella sinistra salottiera e fanfarona, più attaccata ai titoli ed alle poltrone che non ad un sentimento di vera opposizione politica; la sinistra dell’antisolidarietà, un accozzaglia di non-sense immorale e caciarona, un’osteria borghese di facce rugose attaccate alla poltrona e deretani consunti che sputano sentenze incoerenti. Se la democrazia in Italia è a rischio, la vera colpa è della sinistra. Paradossalmente, è maggiormente comprensibile chi, per i propri interessi, lima sempre più i diritti degli altri, accentra il potere nelle sue mani, legifera in tal senso in maniera criminosa ed arrogante. Ha degli interessi da salvaguardare.
La sinistra italiana che cosa ha da salvaguardare? Solo ed esclusivamente se stessa, la sua esistenza ignobile ed inutile. Opposizione è un termine che in sé ha un senso di responsabilità unito a una garanzia di intelligenza: chi si oppone è chi prima di tutto propone alternative a ciò cui si oppone. Altrimenti farebbe meglio a stare zitto, definendosi più che oppositore, ignavo. Che cosa fa la sinistra per il nostro Paese?
Parafrasando il superbo slogan del PD, si mescola e non si agita.
Mescolare. Un verbo che ci porta a pensare a due cose principalmente: primo, una sbronza; secondo, una melma. Nessuna delle due cose, politicamente parlando, è positiva. La sinistra italiana si mescola, prima di tutto al suo interno: facce uguali l’una all’altra, nessun programma, nessuna idea nuova, nessuna innovazione, nessuna proposta controcorrente. Dove è la sinistra? In quale scranno parlamentare è stata smarrita? Nella sinistra, nel PD, ci sono persone che vivono nel mondo politico da 30 anni, da 40 anni. Ci sono persone che nella loro esistenza hanno fatto quasi esclusivamente politica ad alti livelli e nulla più. Perché non propongono? A rigor di logica (una logica tutta italiana) è l’anziano che, con la saggezza datagli dall’esperienza, dovrebbe costruire e proporre novità. Se Veltroni, Finocchiaro, Franceschini, D’Alema, se nessuno di loro propone nulla, assolutamente nulla di nuovo, di degno di nota, per cui valga anche solo la pena ascoltarli, allora che cosa fanno tutto il giorno? Ultimamente si impegnano in convention, Feste dell’Unità tristi e senza il minimo senso, neppure storiografico, si scannano tra loro per decidere chi diverrà segretario di un partito politico inesistente e fallimentare, che dalla sua nascita ha solo perso elettori.
E forse è la cosa migliore che abbia fatto il PD, quella di perdere elettori.
In secondo luogo la sinistra si mescola nel mondo esterno: come chiedeva Nanni Moretti in un noto film, “qualcuno dica qualcosa di sinistra”! Una mescolanza che la rende a tratti indistinguibile dalla sua nemesi; nessuno sostiene gli scioperi, nessuno chiede aiuti per la vera classe meno abbiente: i neoassunti, i lavoratori a progetto, gli stagisti.
La sinistra si fonde con una vecchia idea democristiana di famiglia (ovviamente si parla oramai di famiglia sempre allargata: amanti, prima e seconda m
oglie, etc), e chi ci rimette è la vera classe meno abbiente del Paese. Nessuno all’interno del PD può definirsi di sinistra. Ed è paradossale che molti voti degli elettori storici della sinistra, di chi magari una volta militava in Lotta Continua, siano passati alla Lega Nord.
La sinistra sprecona. La sinistra che sciupa le occasioni che numerose volte le vengono proposte su piatti d’argento; una sinistra che non cavalca, ma che si lascia cavalcare: dai suoi dirigenti, dagli oppositori politici, dai comici, dalla stampa. Prona sugli scranni parlamentari, la sinistra attende il prossimo approfittatore. Non manifesta, non si oppone, non propone e non dispone. Viene presa costantemente in giro da tutti ma non chiede rispetto da nessuno. Non crede neppure in se stessa. A cosa serve la sinistra in Italia?
A fornire un pretesto. La sinistra ha il grande ed ingrato compito di fornire un pretesto. Il pretesto di un’opposizione, un pretesto di democrazia. La sinistra esiste, la sinistra non è chi governa, quindi la sinistra è l’opposizione. Quindi in Italia esiste la democrazia. Un’equazione terribile ed angosciante. Falsa. Non è colpa di Berlusconi se può fare ciò che vuole senza rendere conto a nessuno se non a se stesso. La colpa è della sinistra, che permette che queste cose accadano, Berlusconi si sente semplicemente legittimato a fare il proprio comodo. E chi non farebbe lo stesso, parliamoci onestamente?
È stato così con Craxi. È stato così con la Democrazia Cristiana. È la Seconda Repubblica, è storia politica, non fantasia. Non è una tesi, ma una realtà. 
La solita risposta è che il PD non critica, costruisce. Che cosa costruisce il PD? L’ennesima batosta morale nei confronti di chi li voterà di nuovo? Costruisce la tomba in cui riposerà? Cosa è stata l’ultima cosa che ha costruito la sinistra? Risposta: il PD. L’ultima cosa che la sinistra in Italia ha costruito è stato il PD. E nessuno dice nulla. Non hanno capacità politica, solo sedentaria; nei loro bellissimi uffici, chiusi con l’aria condizionata a leggere ed acculturarsi, libri su libri, nessun lavoro, nessuno spunto concreto. Meraviglioso. Cosa leggono a fare? Meravigliosa vita, a spese dei contribuenti.
Affrontano problemi inesistenti: permettere a Grillo di tesserarsi e creare scompiglio in casa oppure chiudergli la porta in faccia? C’è chi non ci dorme la notte. Una persona incoerente come Beppe Grillo (pregiudicato con sentenza definitiva in Cassazione nel 1988, colpevole di omicidio colposo, quindi secondo le stesse linee guida da lui fornite non candidabile) salta su un canotto bucato per dirigerlo, dimenticando tutto ciò che ha urlato fino a ieri, senza contraddittori neppure quando gli sono stati forniti (polituncoli che avrebbe potuto fare a pezzi e che invece ha preferito, vilmente, evitare). Non dovrebbe essere troppo difficile sconfiggere Grillo, qualora si volesse: basterebbe un’idea. Ma manca l’idea, quindi nessuna idea del PD, nessuna tessera del PD per Grillo. Diamo ragione agli incoerenti.
Il PD esiste ma non è. Agitati non mescolati, questo dovrebbe essere lo slogan.