Lo Zibaldone dei pensieri
di Lucio Guadagno - 28/09/2009
Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de’ miei fratellini, tu mi farai da cavallo. e legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciava fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch’egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n’hanno più bisogno di lui, che alla volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant’era io, e questi si lasciavano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. (26 Marzo 1820)
Io era spaventato nel trovarmi in mezzo al nulla, un nulla io medesimo. Io mi sentiva come soffocare, considerando e sentendo che tutto è nulla, solido nulla.
La pazienza è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d’eroico.
La politica non deve considerar solamente la ragione, ma la natura, dico la natura vera e non artefatta né alterata. Il codice de’ Cristiani in quante cose si scosta dalla fredda ragione per accostarsi alla natura! Esempio poco o nulla imitato dai legislatori moderni.
La lettura per l’arte dello scrivere è come l’esperienza per l’arte di vivere nel mondo, e di conoscer gli uomini e le cose. Distendete e applicate questa osservazione specialmente a quello che è avvenuto a voi stesso nello studio della lingua e dello stile, e vedrete che la lettura ha prodotto in voi lo stesso effetto dell’esperienza rispetto al mondo.
L’abuso e la disobbedienza alla legge, non può essere impedito da nessuna legge.
(Giacomo Leopardi)