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Twister: l’arte che percorre la Lombardia

di Marcella Conte - 14/10/2009
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Una cancellata leggera ed altissima, come un flessuoso canneto; un regale tappeto rosso ben augurante, tredici mappe disegnate e commentate dai bambini di Lissone, un enorme salvadanaio in marmo indiano che fino al 31 gennaio raccoglierà le offerte dei cittadini di Bergamo per l’Associazione di don Resmini. Ma anche una roulotte argentata divenuta un info point, una sala abitata da una vegetazione in fibre ottiche, un muro coperto dalle foto di oltre 600 gemoniesi che visiteranno o collaboreranno con il museo della città. E ancora una struttura luminosa che incornicia il museo di Gazoldo degli ippoliti, un’imprevedibile audioguida, un suggestivo segno luminoso che tramuta un tempietto neoclassico in un luogo di introspezione e raccoglimento.

Per la prima volta dieci musei lombardi, la Regione Lombardia e la Fondazione Cariplo si trasformano in committenti regalando alle città opere d’arte nuove, pensate e scelte appositamente per loro. Una ventata di freschezza e di brio, profumata di novità, che ci fa sentire orgogliosamente partecipi di un’iniziativa assolutamente originale.

Twister ha intrecciato abilmente il lavoro di dieci enti lombardi, conducendoli a collaborare ad un unico progetto. Tutto è cominciato, più di due anni fa, con un concorso a inviti che ha portato la commissione giudicatrice (composta dai direttori dei musei coinvolti, affiancati da critici d’arte e curatori internazionali) a selezionare 11 progetti:Un paesaggio da lontano di Massimo Bartolini per la GAM Civica Galleria d’Arte moderna di Gallarate (capofila di progetto), Welcome di Maik e Dirk Löbbert per Il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, Forse possiamo anche fare una mappa per perdersi di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Monumento momentaneo di Lara Favaretto per la GAMeC di Bergamo, Untitled di Loris Cecchini alla Galleria del Premio Suzzara, Loto di Mario Airò alla Fondazione Stelline di Milano, Per grazia ricevuta del gruppo Madame C_3_Media_72759_galleryitems_galleryitem2_immagineDuplok per il Museo Bodini di Gemonio , Codice spaziale di Carlo Bernardini all’esterno del MAM Museo di Gazoldo degli Ippoliti, Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia (Roland Bartes)di Marzia Migliora per il Museo del Novecento di Milano, Dietro di sè di Chiara Dynys a Villa Panza, Dreams and dramas di Ofri Cnaani, progetto in rete che comprende una videoinstallazione per ogni museo.
La scelta operata ha voluto premiare quei giovani artisti che hanno meglio interpretato,grazie all’intelligenza e all’originalità, le caratteristiche del contesto per cui dovevano lavorare.

Sono nate così opere dalla fortissima coerenza ma anche intensamente poetiche, come i dieci video di Ofri Cnaani, ognuno elaborato a partire da una caratteristica del museo in cui sarebbe stato posto; proiettati su vetrate, sono visibili sia dall’interno che dall’esterno. Accattivanti nel loro lieve affiorare sulla superficie delle finestre, di giorno sono riflessi evanescenti, di sera brevissimi cortometraggi, che con la semplicità di pochi gesti riescono a suggerire pensieri e sensazioni.

Altrettanto suggestivo è Loto di Mario Airò, alla Fondazione Stelline: ispirandosi alla sala delle asse al Castello Sforzesco, nel solco della tradizione leonardesca di Milano, ricrea con le fibre ottiche full light (tubi di gomma luminosi) forme morbide, flessuose, vegetali. La sensazione che si prova, entrando, è di trovarsi in una stanza dove una natura benevola cresce e si dispone liberamente.

Ad un diverso tipo di coinvolgimento mira invece Per grazia ricevuta del gruppo madame Duplok, che sul muro del museo Bodini di Gemonio appenderà le foto di seicento cittadini: cento di questi, selezionati tramite un’audizione, saranno custodi del museo per un giorno, alternandosi fino al 31 gennaio 2010. Le foto rimanenti saranno scattate in questi mesi ai visitatori, che diventeranno così parte dell’opera.

lissoneTutti i progetti sono pervasi da un’energia comune, come una scarica di corrente che percorre la Lombardia, perché a volte, come diceva il filosofo tedesco Friedrich Engels, “le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille elettriche.”

Le opere saranno esposte fino al 31 Gennaio, quando entreranno a far parte delle collezioni permanenti dei vari musei. Fino ad allora, vi potrà capitare di imbattervi in una di queste durante una semplice passeggiata: la scelta, comune a molti artisti, di collocarle all’aperto, in spazi pubblici, riflette la volontà di coinvolgere turisti e cittadini in questo grande progetto, ma è anche un invito a conoscere meglio le collezioni e le attività degli enti coinvolti.

La singolare sensazione che si prova nel partecipare a Twister è quella di essere presenti ad un momento di svolta, alla nascita di un evento importante e di un nuovo ruolo della Lombardia nel panorama dell’arte contemporanea. Ed è per questo motivo che l’uragano Twister , che crescerà ed avrà probabilmente delle edizioni successive, va almeno conosciuto. Un’iniziativa da non perdere.

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