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Le Perypezye in mostra nella metropoli contemporanea

di Maria Teresa Melodia - 15/10/2009
ecomostro

Ultimi giorni a Milano per curiosare tra le sperimentazioni del collettivo artistico Perypezye Urbane. La mostra – Perypezye Urbane: the Media Collective -  raccoglie i lavori degli ultimi due anni curati da Giovanni Sabelli Fioretti, Giuseppe Esposito, Ilaria Patamia e Valentina Picco.

Artisti indagano l’arte attraverso video, fotografie, installazioni e performance e l’entusiasmo si riconferma nel fil rouge dei progetti innovativi che ruotano attorno ad una ricerca che riflette i nostri tempi. K /performance, rappresentata il giorno dell’inaugurazione dalla brava Marianna Andrigo con le coreografie di Valentina Picco, mette in scena una fuga, quella di un ladro silenzioso, scaltro e veloce. Nel silenzio il derubato ascolta e i movimenti ricordano vagamente quelli dei pupi siciliani e una tensione del corpo comunica una forte compartecipazione.

Arte come veicolo per far emergere certe problematicità della società contemporanea come il riscaldamento globale, nel caso dell’installazione ‘Avvizzisce’, che vuole ricordare le conseguenze del cambiamento climatico sulla vita di ognuno di noi, prendendo le mosse dalle considerazioni del  giornalista Mark Lynas alla luce di uno studio che nel 2001 fu pubblicato dal Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) e in cui si prevedeva che, se l’umanità non avesse cambiato rotta, entro la fine del secolo la temperatura globale sarebbe aumentata da un minimo di 1,4 a una massimo di 5,8 gradi C. “Se togliamo in fretta la ‘pentola’ dal fuoco, dovremmo riuscire a evitare di raggiungere i tre gradi per almeno un altro secolo”: questa è la frase al centro dell’opera alla quale assiste una ‘testimone’ inerme, a sottolineare il ruolo di ognuno di noi, intrappolato nella situazione.

RandagioAltra opera – ‘Randagio’ – ritrae un barbone raggomitolato lungo una strada: una visione consueta delle nostre città, a cui magari non facciamo quasi più caso. ‘Gestiamo’ è poi un esperimento di sdoppiamento della realtà, orientato a disorientare. Un video incastrato sul confine tra foto e video. ‘Ecomostro’ pone la domanda di cosa immagini un ecomostro davanti allo specchio. E poi, Verde_omaggio a Teheran: un’installazione nella quale la Performer Sahar Cavedani interpreta l’onda verde, movimento di individui che hanno deciso di scontrarsi contro un terribile presente.

Una forza giovane ingabbiata da un regime dittatoriale, un’onda che ha travalicato i propri confini raggiungendo ogni comunità iraniana del pianeta, cibandosi della propria passione, gioia, cambiamento, progresso.

Linguaggi che fanno ricorso al potere delle immagini e del corpo creando opere che non trovano un preciso incasellamento e che soprattutto destano domande. La cultura necessita di sperimentazioni, sempre e comunque, e la metropoli diventa il punto di partenza per delle incursioni che si avvalgono della contaminazione di linguaggi.

E sul fronte dei prossimi progetti, Perypezye Urbane ha novità imminenti:

l’opera ‘Randagio’ partecipa al Premio Terna (volto a promuovere artisti e talenti)- sezione Gigawatt, con ‘Randagio’. E per la Festa del Teatro, il 24 e 25 Ottobre, lo Studio28, sede del collettivo artistico, ospita compagnie e performer emergenti provenienti da ogni dove e poi il 26 ottobre comincia la residenza Al Blu, con Silvia Zerbeloni e Beppe Sordi (e con Claudio Raimondo come consulenza registica) e dopo tre settimane una presentazione pubblica testimonierà il loro lavoro, il 13, 14 e 15 Novembre.

Perypezye Urbane: the media collective

Studio28, via Moretto da Brescia 28 (Città Studi), T 02 36559296/36513360, www.perypezyeurbane.org, info@perypezyeurbane.org

Fino al 16 ottobre, ore 17.00 – 21.00

Ingresso libero

Ufficio Stampa: 328 4342973

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