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Il ponte sullo Stretto di Messina: allegoria politica della nostra piccola Italia

di Francesco Capria - 16/10/2009
Berlusconi_ponte_sullo_stretto_divide_le_acque

Appena due giorni fa il Presidente del Consiglio del nostro Paese, l’onorevole (…) Silvio Berlusconi, in occasione del suo intervento alla conferenza di presentazione dei piani di sviluppo di Malpensa e Fiumicino tenutasi a Villa Madama, ha annunciato che a fine anno «cominceranno i lavori per il ponte sullo Stretto di Messina», ribadendo quindi ciò che il mese scorso aveva affermato il Ministro Matteoli.
Il punto è che se il Ministro aveva fatto la propria dichiarazione prima che si verificasse la disastrosa alluvione a Messina, il Presidente del Consiglio ha vomitato l’ennesima sua idiozia a distanza di meno di due settimane da quel disastro.

A questo punto occorre chiedersi quale sia la spiegazione reale di questi proclami paradossali. Cosa spinga un uomo che è arrivato addirittura a governare un Paese come l’Italia a fare certe affermazioni, che non hanno né capo né coda.

ponte noUna prima possibilità potrebbe essere l’assoluta mancanza di senso della realtà. Credo infatti che quanto accaduto nella città dello Stretto abbia dimostrato palesemente tutta la problematicità che quel territorio presenta per quanto riguarda i più semplici e basilari assetti urbanistici ed infrastrutturali: un’acquazzone, sia pur violento e torrenziale, oltre a far crollare case e determinare la morte di tante, troppe persone, ha comportato l’inagibilità dell’autostrada Messina – Catania, quella della strada statale 114, nonché della linea ferroviaria!

Un’altra spiegazione potrebbe ricercarsi in quella spasmodica e innata voglia di provocazione che il signor Berlusconi ha sempre mostrato e che non poteva certo venir meno in questo momento contraddistinto da un delirio di onnipotenza e arroganza che, oltre che ingiustificabile e anticostituzionale, possiede ormai una seria connotazione patologica.

O forse a giustificare quest’ennesima str…..a è la sempre più lapalissiana noncuranza per le opinioni delle persone: di tutte quelle persone che prima e soprattutto all’indomani della tragedia dell’alluvione hanno chiesto aiuto e attenzione. Un’attenzione che fosse fatta non più di soli proclami e di “opere faraoniche”, per usare le parole del Presidente della Repubblica, ma finalmente di azioni concrete e infrastrutture basilari e prioritarie. E non può certo rientrare in questa categoria il ponte sullo Stretto, visto che dovrebbe esser fatto su un territorio che è carente persino di strade, autostrade e ferrovie. Mi sembra del tutto evidente!

Allora cosa mai spinge il Presidente (…) Berlusconi a dire cose tanto inconsistenti e prive di senso logico? Io non so più che pensare. La situazione che abbiamo attorno credo non abbia precedenti nella storia né casi similari in nessun Paese civile. Dichiarazioni gravissime che all’indomani vengono puntualmente smentite. Continui tentativi di soffocamento mediatico di qualsivolgia opinione dissenziente. Ignoranza totale degli assetti costituzionali. Insulti al Presidente della Repubblica. Menefreghismo verso non soltanto le opposizioni, ma addirittura verso l’opinione pubblica. Indifferenza verso il principio fondamentale della divisione dei poteri. Paranoia. Megalomania. E potrei continuare per chissà quanto. E voi che leggete sapete benissimo che è così, perché ognuno di voi potrebbe dirne una.

pontesullostrettoVi dico l’ultima cosa prima di salutarvi. Così per ridere.. Dopo la sua dichiarazione circa il prossimo inizio dei lavori del Ponte sullo Stretto, il signor Berlusconi ha detto che «il nostro Paese si deve svegliare da un lungo sonno che lo ha portato anche ad avere condizioni di bilanci negativi» e ha proseguito spiegando che l’Italia ha un «gap infrastrutturale, della logistica della mobilità» che rappresenta una vera e propria «strettoia» che ha finora «impedito di sfruttare a pieno le ricchezze» del nostro Paese, che potrebbero attirare ancora più turisti e investitori. Un gap, ha rimarcato il premier, che noi dobbiamo «superare».

Ma come si fa a sostenere la necessità che sulle infrastrutture l’Italia “si svegli da un lungo sonno”, proprio nel giorno in cui l’Associazione nazionale costruttori denuncia un taglio di 2 milioni e mezzo di euro ai fondi per le infrastrutture?

Mah!

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