Le
Rubriche
di
Nokoss
ARTE & CULTURA Mixture
Pareva manzo e invece era un igloo
CANADIAN BEACON
Le divagazioni di un'italianista a Toronto, Ontario
CRITICA CINEMATOGRAFICA Stalker
Picnic sul ciglio del cinema

Jasmina Tešanovic, Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto

di Giuliana Altamura - 20/10/2009
NefertitiTesanovic

«Jasmina Tešanovic è una ben nota femminista e dissidente politica dell’Europa dell’Est. È naturale domandarsi perché una donna del genere abbia scritto un romanzo su Nefertiti. Specialmente un libro strano come questo, un libro che è chiaramente una litania intesa a risvegliare i morti». La domanda con cui Sterling apre la sua prefazione all’ultimo affascinante libro della scrittrice serba, pubblicato da Stampa Alternativa, trova risposta nelle forme simboliche e atemporali con cui l’autrice ha voluto rappresentare la regina, il cui nome significa “La Bella Che Viene”, facendone la donna per eccellenza.
La Nefertiti della Tešanovic è una dea che, dopo aver vissuto ogni giorno «nella verità della bellezza e nell’eresia» al fianco di un re malato e geniale che lei sola aveva saputo comprendere e amare, si ritrova a nascondersi dal mondo e da se stessa, «rimossa perfino dalla lingua del suo popolo» e tormentata dal pensiero di perdere l’eternità. Aveva sposato Akhenaton, il dio-sole, perché realmente innamorata della sua ambiguità, del suo estro artistico, delle sue parole. La bellezza leggendaria di Nefertiti si era unita al sogno di verità del cugino e la forza spirituale del loro matrimonio era stata capace di rinnegare tutte le divinità tradizionali per auto-esaltarsi nella celebrazione della propria deità, trasformando lentamente l’intero Egitto in un regno a propria immagine e somiglianza. Dopo aver partorito sei figlie, incapace di dare alla luce un erede, Nefertiti aveva dovuto assistere al degenerare della malattia del marito, il cui corpo diveniva sempre più simile a quello di una donna. La corte si trasforma in un harem dove il potere femminile assume le forme della differenza concepita come divinità superiore.
É proprio la grandezza di questo potere a spaventare. La regina vive la sua parabola di gloria e decadenza, per poi finire quasi cieca, esiliata dal palazzo, nelle braccia di uno scultore al fianco del quale può fingersi simile a una donna comune. Tuttavia la sua vicenda e la sua personalità sono talmente grandi da proclamarla emblema della donna capace di oscurare una storia prettamente maschile. Il suo essere divino risiede in quella capacità perfetta e materna di amare accogliendo l’uomo dentro di sé, nello spazio unico del proprio corpo, dimenticando i conflitti fra i sessi e ogni altra distinzione: «solo verità e bellezza». Proprio in quanto archetipo della bellezza femminile, “La Bella Che Viene” incarna anche il segreto dell’arte, per il cui desiderio malato l’uomo-dio Akhenaton si strugge e si deforma. E il segreto è lì: nella maternità, nell’essenza femminile, in quella «sua ultima danza del ventre, quella di una regina morta / eppure ancora in procinto di morire».
Nefertiti è un anti-romanzo che alterna il passato al presente, la prosa alla poesia, la prima alla terza persona, ricercando costantemente un annullamento della dimensione temporale che tanto si avvicina a quell’eternità vagheggiata dalla regina e che ci permette di leggere oggi la sua vicenda come la nostra. «Le tracce richiedono una cornice, una mente creativa che sappia organizzare le informazioni in una saga se non coerente almeno in una sequenza di qualche immagine»: è proprio questo principio lirico e visionario che guida la penna della scrittrice nel tratteggiare con delicatezza, passione e incanto il volto di Nefertiti e la sua inenarrabile storia d’amore. E poco importa quale verità storica celò la misteriosa egizia: la Tešanovic parla di lei per parlare di ogni donna, della sua condizione universale di regina senza più potere, ma – soprattutto – per parlare a noi di se stessa. «Questa è stata la nostra storia, giunta ormai alla fine. […] Due carcerate imprigionate nel nostro eterno presente, finché non troveremo una falla nel tessuto dell’eternità, per insinuarvi le nostre dita, mani, baci, parole, creando il legame d’amore che unisce le donne».

Jasmina Tešanovic, Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto
prefazione di B. Sterling
Stampa Alternativa, Roma 2009 (Fiabesca, 98)

Gli
Archivi
di
Nokoss

Cerca nel sito: