Le
Rubriche
di
Nokoss
ARTE & CULTURA Mixture
Pareva manzo e invece era un igloo
CANADIAN BEACON
Le divagazioni di un'italianista a Toronto, Ontario
CRITICA CINEMATOGRAFICA Stalker
Picnic sul ciglio del cinema

Qual è il seme della violenza?

di Valentina Fulginiti - 26/10/2009
470_parking_sign_0910232

A Toronto, c’è un’ondata di arresti tra i minorenni, a quanto pare. La settimana scorsa, quattro adolescenti sono stati arrestati per il possesso di armi da fuoco, marijuana e una grossa somma di denaro di dubbia provenienza. Un altro ragazzino, giorni fa, è stato arrestato nella propria scuola, la Northern Secondary, una delle cinquanta scuole cittadine attualmente piantonate. Il suo crimine? Aver dato del “bacon” (pancetta, un equivalente fantasioso di maiale), al poliziotto che era lì di sorveglianza. Al tentativo di identificazione, il minorenne ha opposto un rifiuto, di qui il conseguente parapiglia e l’arresto (ma forse uno sculaccione sarebbe forse stato più appropriato). I compagni di scuola del ragazzo hanno poi organizzato una manifestazione di protesta chiedendo la rimozione dell’agente coinvolto, ma la Polizia sembra avere altri piani, per il momento, e così l’opinione pubblica, spaventata dai propri figli ribelli.

Nel frattempo, è esplosa la polemica per la proposta di tornare a scuole e classi per soli uomini, avanzata dal nuovo responsabile delle politiche scolastiche per il Toronto District, Chris Spence, che reclama ambienti “boy-friendly”. Che i bambini imparino diversamente dalle bambine, il Dottor Spence l’ha sostenuto anche in un proprio libro del 2008, “The joys of teaching boys”, che contesta il modello di insegnamento unisex finora in voga. La proposta non sarebbe solo legata alla volontà di migliorare il preoccupante rendimento degli scolari, notoriamente più scarso di quello delle alunne, ma anche di limitare la crescente violenza tra i banchi di scuola.

chris spenceC’è davvero un’ondata di violenza tra gli adolescenti della città?  A girare per le tranquille strade di Toronto non si direbbe, ma la violenza pare serpeggi tra i banchi, o nei parchi. Qualcosa che suona familiare, a chi in Italia sente parlare da tre anni di “emergenza bullismo”. Si tratta forse dell’effetto di una società che ha dato tutto ai propri figli, fuorché l’autonomia, e che nella forza incontrollata dell’adolescente deve vedere a tutti i costi una minaccia, sessuale o criminale?

I bambini di Toronto (0-14 anni) sono circa il 17% della popolazione, e sono in lieve aumento dal 2001. Tuttavia, rispetto al complesso dell’area urbana (la cosiddetta Greater Toronto Area), la città ospita il 66% dei bambini poveri, e il 69% dei figli di famiglie a basso reddito, il 62% dei figli di genitori soli, e l’80% dei ragazzi di recente immigrazione: le quattro aree di maggior disagio sociale, almeno potenzialmente. Questo potrebbe in parte spiegare la concentrazione degli episodi violenti e soprattutto il pericolo percepito nelle generazioni di adolescenti e preadolescenti con cattivi risultati scolastici, che guardano al futuro con rabbia o con indifferenza. Ma lo scenario è, come sempre, più complicato; soprattutto perché, a reagire favorevolmente alla proposta di Spencer sono le classi abbienti e gli elettori conservatori, che guardano in partenza a modelli di scuola differenziata. Ce ne sono di tutti i tipi, e per tutte le tasche. Benché non finanziate dallo Stato (che finanzia solo le scuole pubbliche ma, forse per parità col Quebec, anche quelle Cattoliche, molto diffuse), esistono scuole di ispirazione religiosa. Scuole ebraiche, musulmane, sikh, secondo una politica di multiculturalismo che garantisce la libertà religiosa nell’educazione. Ma i modelli sono anche altri, come quello dell’homeschooling, l’educazione domestica e privata (naturalmente con materiali e metodi diversi da quelli della scuola normale), garantita dall’Ontario Education Act e praticata da un crescente numero di famiglie. La lega dei genitori che praticano Home Schooling si richiama nientemeno che ai principi della libertà di insegnamento (e della libertà di essere o meno parte di associazioni) previste dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. A mettere in discussione l’educazione vigente, insomma, non sono certo i cittadini svantaggiati economicamente, ma quelli che pagano per l’educazione dei figli e aspirano a costruire loro la più fulgida delle carriere, garantendo l’accesso alle migliori università e alle professioni più redditizie. Non a caso, il plauso per la proposta delle scuole “per soli uomini” proviene dagli ambienti più “wasp” e conservatori, mentre i critici della proposta fanno appello proprio alla natura potenzialmente discriminatoria dell’operazione, che potrebbe costituire un precedente per altre categorie.

greater toronto areaSe i genitori più tradizionalisti vogliono separare i loro figli maschi dalle coetanee a partire dall’adolescenza, per evitare lo scatenarsi di tempeste ormonali (e forse la competizione con compagne di banco più determinate e studiose), anche i genitori liberal navigano in acque difficili. A Toronto, in Nordamerica e in tutto l’Occidente. In un arguto articolo apparso sul New Yorker del 19 ottobre scorso, Daniel Zalewski ha fatto notare come nell’attuale narrativa aganglofona per ragazzi, i bambini detengano saldamente il potere. (Per i lettori Italiani, ricordo un meraviglioso racconto di Buzzati, intitolato “Il bambino Giorgio”, che affrontava questo problema con decenni di anticipo…).  Le librerie pullulano di prodotti che riscrivono il problema della disciplina per le famiglie bene. Alcuni, come la serie di :Olivia, una simpatica maialina col carattere di una vera peste, sono stati tradotti in italiano.

Il problema non è più come insegnare ai pierini porcospini o alle signorine tumistufi che bisogna lavarsi i denti prima di andare a letto o evitare eccessive petulanze, ma come far resistere i poveri genitori alle pretese impossibili del loro pargolo (per esempio ritrovare un orsacchiotto smarrito alle 2 e 30 di notte, senza possibili proroghe), o come sgridare i bambini in maniera politicamente corretta. Forse una volta i comunisti mangiavano i bambini; ora sono i bambini che si mangiano quegli inguaribili radical dei loro genitori…

Gli
Archivi
di
Nokoss

Cerca nel sito: