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Sherlock Holmes – di Guy Ritchie

di Mauro Mondello - 06/02/2010
locandina sherlock holmes

Londra, fine’800.
Lord Blackwood, assassino seriale di giovani donne (uccise durante riti dal macabro sapore satanico), viene consegnato alla polizia londinese da Sherlock Holmes e dal dottor Watson.
Dopo esser stato condannato alla pena capitale, puntualmente eseguita dalla giustizia inglese, resuscita, seminando per tutta Londra scompiglio, paura ed un alone di oscura malvagità.
E’questa la sfida che l’eclettico Holmes aspettava ormai da diverso tempo…

Basato su un fumetto originale di Lionel Wigram ed, ovviamente, sul noto romanzo dell’autore scozzese Arthur Conan Doyle, questo Sherlock Holmes di Guy Ritchie coglie nel segno, riuscendo nell’intento di rivedere in maniera moderna ed originale i personaggi chiave della notissima saga d’investigazione britannica, senza però intaccarne il fascino retrò.
Il regista di The Snatch e Lock and Stock, grazie anche ad un budget complessivo di 90 milioni di dollari, ricostruisce una Londra misteriosa, grigia, fumosa, nel cui ventre s’intricano le contrastanti storie dei personaggi sullo schermo.
sherlock-holmes-Jude-Law-Watson-Robert-Downey-Jr-Sherlock-Rachel-McAdams-Irene-AdlerSe Watson, ben interpretato da Jude Law, mantiene, perlomeno in linea generale, una certa e continua coerenza con il tratteggio letterario dell’opera, il lavoro di Wigram e degli sceneggiatori su Holmes risulta invece ben più profondo.
La bohemienizzazione dello Sherlock ritchiano include infatti una passione fisica sfrenata per le arti marziali e la lotta ed un incontenibile e pungente ironia che di fatto modernizzano il personaggio di Conan Doyle in maniera coinvolgente.
Se l’intenzione, come pare, era quella di attirare un pubblico più trasversale, la missione è certamente compiuta.
L’Holmes di Robert Downey Junior è infatti un protagonista irrequieto ed istrionico che non può non affascinare il pubblico. L’attore statunitense, ancora non del tutto fuori dai turbini di alcune problematiche vicende personali, ha compiuto un lavoro fantastico, anche sulla pronuncia anglofona, che mai tradisce le sue radici nordamericane.
Ottimo anche il resto del cast, dalla “primula” Rachel McAdams al navigato Mark Strong, nei panni del “cattivo”.

Guy Ritchie non rinuncia ad alcuni pezzi forti del suo cinema (rallenty con voce fuori campo del protagonista, montaggio qua e là da video musicale), ma in fondo, rispetto allo stile che lo ha reso famoso, lavora di sottrazione, compiendo dunque un difficile, quanto apprezzabile, sforzo di contenimento della sua autorialità. In questo è stato probabilmente consigliato anche da sherlock-holmes  Robert Downey Junioresigenze di produzione, che nella prospettiva di un seguito della saga Sherlockiana (si parla già di Russell Crowe o Brad Pitt nel ruolo dell’antagonista di Holmes) hanno evidentemente preferito mantenere una linea di regia che nel corso della pellicola si mostra in tutta la sua compattezza.
Certo rimangono alcuni passi falsi. Ad esempio la durata, forse eccessiva, del film, una sceneggiatura a volte irritante ed un “finale a finali”un pò stentato.

E’un bello Sherlock Holmes, in ogni caso, originale e coraggioso.

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