Dilettanti – Il panino è di sinistra
di Il Duca Nicio - 01/03/2010
“Dilettanti”. Così si è espresso Sua Emittenza in persona quando è arrivata la notizia tragicomica della mancata registrazione delle liste elettorali del PdL per la Regione Lazio. Colpevole ritardo, va evidenziato; le voci che girano sono tantissime, ma parrebbe che galeotto fu il panino mangiato (mi auguro gustoso) da Alfredo Milioni, Presidente del PdL del XIX Municipio di Roma, l’uomo che avrebbe dovuto presentare le liste elettorali. Uscito dal Tribunale per pranzare, c’è chi dice anche per cancellare dei nomi di candidati a lui particolarmente antipatici, Milioni si è presentato 50 minuti dopo il termine ultimo per depositare le suddette liste, scatenando un bailamme di polemiche, accuse, commenti e, mi pare sacrosanto, ilarità. Inizialmente c’è anche chi ha avuto il coraggio, all’interno del PdL, di parlare di “manifestanti di estrema sinistra che hanno impedito a Milioni di depositare le liste per tempo”; come diceva Gaber: “il panino è di sinistra”, quindi forse questa assurdità ci aiuta a svelare l’arcano. L’affermazione è rientrata quasi immediatamente per non offendere ulteriormente l’intelligenza degli elettori laziali, e degli italiani tutti. Certo, la figura fatta non è delle migliori: il più grande ed organizzato partito politico italiano che opera una delle “cappellate” più incredibili della storia della seconda Repubblica. Non è interesse di chi scrive infierire ulteriormente su Milioni e sul PdL, anche perchè credo che i commenti si siano sprecati negli ultimi giorni: certo è che un evento di questo tipo si commenta da sé. Il Gran Capo in persona ha definito “dilettanti” gli autori di questa storica figuraccia, ed effettivamente come dargli torto? A livello comunicativo e politico un evento del genere fa apparire la casa circondariale delle libertà una specie di pollaio del dilettantismo politico, colpevoli i suoi dirigenti incapaci e litigiosi.
La sete di potere e la brama di poltronismo, in connivenza con l’arroganza di chi è talmente sicuro di sé e di ciò che rappresenta da non curarsi dei tempi burocratici e delle leggi scritte, preferendo “correggere” i nomi sulle liste in compagnia di un buon panino, magari godendosi lo splendido sole che sabato baciava la capitale. È partita immediatamente la corsa al riparo del danno: il sindaco Alemanno e la candidata Polverini hanno fatto appello persino al Presidente della Repubblica affinchè “il maggior partito italiano possa essere rappresentato nel Lazio”: fondamentalmente la più grande richiesta di raccomandazione degli ultimi anni. Napolitano ha rigettato la proposta, passando la palla agli odiati magistrati, che essendo di sinistra probabilmente rigetteranno il ricorso del PdL. Questa possibilità ha già fatto reagire il tronfio Storace, che parla di “tentativo di golpe”: giustamente se “il panino è di sinistra” allora l’eventualità che sia tutto orchestrato dalla lobby dei panini, per impedire la vittoria del PdL nel Lazio (che va detto, i sondaggi danno per favorito sulla candidata Bonino) è concreta e possibile. Scherzi a parte, quanto accaduto dovrebbe far riflettere l’elettorato rappresentato da persone incapaci di fare addirittura i propri interessi, e quelli del partito cui sono iscritti. La scena da mercato rionale che si è tenuta al Tribunale di Roma quando Milioni si è reso conto della figuraccia fatta può tranquillamente essere interpretata come un “negare, negare sempre”, tipico atteggiamento che gli uomini politici in generale hanno (destrorsi o sinistrorsi che siano). Più in generale è evidente la totale incapacità ad ammettere le proprie responsabilità, sopratutto quando la figuraccia è plateale, come in questo caso. Questo è il motivo che ha portato la dirigenza del PdL a presentare una denuncia-querela contro alcuni manifestanti del Partito Radicale, colpevoli di aver impedito ad Alfredo Milioni la registrazione delle liste; un atto che serve semplicemente a sviare l’attenzione sulla colossale cappellata. Nel frattempo all’interno del partito c’è un rimbalzo di responsabilità tra finiani, berluscones, cani sciolti, ministri, sindaci e semplici tesserati. Contestualmente la richiesta d’intervento al Presidente Napolitano, su una materia che nulla a che vedere con le sue competenze.
Schizofrenia politica? Delirio d’onnipotenza? Scarsità di argomentazioni? Tutto può essere. Cercare di chiedere deroghe o interventi ad partitum, dicendo che “gli italiani devono esercitare il loro diritto di voto sancito dalla Costituzione”, è solo l’ennesima paraculata (come si dice a Roma) di chi rivendica la sua onnipotenza. C’è chi fa lo sciopero della fame per denunciare l’illegalità di determinate normative e interventi legislativi su queste elezioni e chi cerca di forzare ad ogni costo le candidature del partito dei dilettanti, aggiungendo illegalità ad illegalità. Non è una marketta per la Bonino, ma questi sono fatti incontrovertibili. “Vogliono impedirti di votare” recitano alcuni manifesti comparsi nelle ultime 48 ore nel Lazio. Mai idiozia è stata più menzognera. Se c’è qualcuno che vuole impedire il voto ai propri elettori, è certamente il PdL, visti ed analizzati i fatti. Nell’unione di stupidità, arroganza e bugiardaggine, chi dovrebbe cospargersi il capo di cenere è tutta la dirigenza del PdL: questo è ciò che accade quando i turisti della politica pretendono di essere onnipotenti, di non sbagliare mai e, qualora sbagliassero, di negare l’evidenza della loro incapacità.
Mangiare un panino, approfittando del momento per cancellare qualche nome poco gradito, è un atto incredibilmente stupido, nella sua spocchiosità. Se questa è la dirigenza del PdL, gli elettori di questo partito stanno freschi. Pensare di poter piegare le normative a proprio piacimento rende questo evento ancor più grave: si sa, in Italia le leggi sono fatte per trovarne gli escamotage. Fortunatamente c’è chi come il sottoscritto riesce a trovare il lato comico di tutta questa vicenda, e d’altronde non è poi così difficile farlo; le parole di Berlusconi sono quelle che fanno più sorridere: “dilettanti”.